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Messina - Impianti sportivi senza regole rischiano la chiusura
di Lina Bruno

La Ragioneria del Comune ha respinto la proposta di gestione gratuita a carico delle società per 1 anno. Celeste, San Filippo, Marullo e Ritiro sono in affidamento a breve termine

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MESSINA - Impianti sportivi insufficienti e spesso inadeguati alle esigenze dei fruitori e il nodo da sciogliere resta sempre quello della modalità di gestione, tra l’esigenza del Comune di fare cassa e la richiesta  pressante delle periferie di avere più strutture a disposizione. E dire che in passato era stata istituita la Polisportiva Spa, società a totale partecipazione del Comune che doveva occuparsi proprio degli impianti sportivi di proprietà comunale, una partecipata che però non ha mai operato per raggiungere lo scopo sociale tanto da risultare inevitabile la sua chiusura. Dopo vari tentativi non riusciti di dismissione, l’amministrazione Accorinti ha nominato un nuovo liquidatore, il dipendente comunale Santi Saja e nell’ultima assemblea è stato deliberatolo scioglimento della società. Soldi ed energie sprecate mentre ancora si discute su come debbano essere regolati i rapporti con le società sportive.

Il problema è stato sollevato ancora una volta dai funzionari dei dipartimenti Sport e Servizi finanziari che nei giorni scorsi hanno anche paventato un rischio chiusura per quattro importanti impianti: Celeste, San Filippo, Marullo e Ritiro. Mancando qualsiasi tipo di regolamentazione tra il Comune, titolare degli impianti, e le società che li utilizzano, si è stabilito sempre un affidamento a breve termine. Salvatore De Francesco del dipartimento Sport aveva avanzato la proposta di una gestione gratuita a carico delle società per un anno, ma per la Ragioneria, per questioni economiche, l’assegnazione dovrebbe avvenire solo a titolo oneroso e attraverso procedure a evidenza pubblica.

Entrambe le posizioni hanno un fondamento secondo il sindaco Renato Accorinti che da qualche settimana ha passato la sua delega allo sport al nuovo assessore Sebastiano Pino. Durante una riunione dell’ottava commissione a cui ha preso parte il primo cittadino si è affrontata la questione degli stadi San Filippo e Celeste e pare che si voglia procedere ad una concessione in uso all’Acr, unica società sportiva partecipante ad un campionato professionistico. La formula adottata potrebbe essere un ibrido tra la concessione ed il comodato gratuito con le utenze a carico esclusivo del club del presidente Pietro Lo Monaco. L’Acr potrebbe così usufruire di un accordo valido per lo sfruttamento dei due impianti fino al termine dell’attuale stagione agonistica facendosi carico delle utenze. L’accordo sarà probabilmente rivisto nel periodo estivo con Lo Monaco pronto ad avanzare l’ipotesi di un piano di sfruttamento pluriennale degli stadi. In questo caso toccherebbe al Consiglio Comunale decidere.
 

 
Violato (Coni): "Per l’affidamento pluriennale da 20 a 99 anni”
 
Per l’Impianto Marullo di Bisconte e la palestra Ritiro è in corso un comodato d’uso a fronte degli oneri di gestione. Per l’impianto Bonanno dell’Annunziata, in gestione alla società Asd fino al 2021 con un canone annuo di 500 euro, si sta verificando se è possibile rinegoziare il contratto. Il campo di Massa San Giovanni verrà affidato ad associazioni del VI quartiere, mentre per quello di Galati, inghiottito dalle  mareggiate, il Comune, che pagava un canone al Demanio, ha chiesto la revoca della concessione. Soluzioni provvisorie in attesa di un indirizzo preciso che il regolamento dovrebbe stabilire. E’ impensabile per Aldo Violato, intervenuto nei giorni scorsi, che si possa procedere con una concessione annuale, specie per gli impianti più grandi che hanno bisogno di interventi di manutenzione onerosi a cui il Comune non può fare fronte. Per il delegato provinciale del Coni, la soluzione potrebbe essere l’affidamento pluriennale da 20 a 99 anni, fatto attraverso un bando pubblico a società o associazioni, che  eseguirebbero gli interventi usufruendo del mutuo agevolato del credito sportivo che potrebbero poi restituire in un lungo arco temporale.

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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