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Regione, finalmente arrivano i commissari
di Carlo Alberto Tregua

Crocetta fra l’incudine e il martello

Tags: Rosario Crocetta, Alessandro Baccei



Crocetta ha più volte chiesto al Governo centrale di essere nominato commissario straordinario per i rifiuti, come è prassi costante. Ma il Governo ha rifiutato ed ha fatto sapere che, invece, nominerà e invierà un commissario diverso.
Renzi ha anche preannunciato che nominerà un commissario per procedere alla rapida spesa dei fondi europei e di quelli statali, anche attingendo alle casse della Regione. Per trovare le risorse bisognerà tagliare le spese clientelari che hanno affossato la Sicilia.
I due commissari, dianzi richiamati, hanno buona compagnia col terzo commissario già presente alla Regione, vale a dire l’assessore Alessandro Baccei, il quale dovrà essere  il cuoco per cucinare la pietanza che il governo nazionale sta preparando, pietanza sicuramente indigesta allo stesso Crocetta ed a tutti quei consiglieri-deputati, che ancora sono legati al carro del clientelismo e del favoritismo.

Dobbiamo aspettarci che il Governo nomini altri commissari. Uno per procedere al taglio del personale, al taglio di premi, indennità, fasulli straordinari, rimborsi spese ed altre somme che indebitamente vengono corrisposte a dirigenti e dipendenti. è indispensabile il commissario, perché non ci sarà nessuno disposto a fare questa operazione di pulizia.
Che lo schifo e l’indignazione dei siciliani siano arrivati ad alti livelli lo dimostra anche la manifestazione di protesta degli agrigentini, che non hanno più sopportato il volgare comportamento dei consiglieri comunali di quel Comune, chiedendo a gran voce che se ne andassero a casa. Cosa che è accaduta puntualmente con le dimissioni in massa di tutti quei soggetti che nel Consiglio comunale avevano trovato un posto di lavoro.
È noto che la politica deve essere un servizio e perciò stesso non remunerata. Sono note anche le leggi 191/09 e 122/10 del governo Berlusconi che hanno tagliato numero di consiglieri, assessori e relativi compensi, leggi che sono state dichiarate inapplicabili in Sicilia dall’allora assessore Caterina Chinnici con propria circolare 1/11. Basterebbe che l’attuale assessore alle Autonomie, Ettore Leotta, eliminasse la circolare citata e dichiarasse applicabili in Sicilia le richiamate leggi.
 
Altro commissario urgente andrebbe nominato dal Governo per liquidare in tre mesi tutte le partecipate che creano perdite per 153 milioni ogni anno. Si tratta di carrozzoni clientelari esistenti solo per pagare emolumenti e consiglieri di amministrazione trombati, a revisori di conti, a dirigenti inutili e a dipendenti che non saprebbero cosa altro fare se si dovessero misurare con le regole di mercato.
Proprio di questo si tratta: dirigenti e dipendenti pubblici dovrebbero essere misurati dal mercato, non quello economico ma quello dell’efficienza, vale a dire del proporzionato rapporto tra risorse spese e servizi prodotti.
è fasulla l’idea che i dirigenti pubblici cercano di far passare, secondo la quale la Pubblica amministrazione non è un’azienda. Lo abbiamo scritto più volte: si tratta di una menzogna diffusa ad arte per confondere i cittadini.
Ogni amministrazione è un’azienda produttrice di servizi senza scopo di lucro. essa deve adottare tutte le regole di organizzazione, di razionalizzazione della spesa e di efficienza per ottenere la necessaria efficacia, misurata dai risultati.

Sono solo i risultati a misurare la capacità di chi dirige rami aziendali delle pubbliche amministrazioni. Dirigenti che inventano scuse per non fare o fare male andrebbero mandati a casa. è tutta loro la responsabilità del marasma che c’è nelle pubbliche amministrazioni, di qualunque livello.
È vero che essi subiscono spesso l’interferenza dei politicanti senzamestiere, che continuano a utilizzare la cultura del favore per procacciarsi voti o prendere mazzette. ma è anche vero che le persone perbene, e fra i dirigenti pubblici ve ne sono tantissimi, devono creare un argine alla permeabilità della corruzione e dei favoritismi.
Con essi sta l’opinione pubblica e la classe dirigente che eticamente la rappresenta. Fino a quando i cittadini continuano a non occuparsi dell’andamento delle istituzioni, coloro che le occupano, anche indegnamente, si riterranno manovratori non disturbati. è ora di finirla e di ricominciare dagli onesti e capaci.

Articolo pubblicato il 12 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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