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Crocetta: "Pil 2015, +1,5%". Dpef 2015-2017 lo smentisce
di Raffaella Pessina

Le fantasie del presidente della Regione al Comitato delle regioni. Differenti le stime del documento dello stesso Governo

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Dpef, Pil



PALERMO - Il Governatore della Sicilia ha detto che la Regione sta uscendo dal periodo di recessione che “dal 2007 al 2013 ha fatto cadere il Pil di due punti percentuali all’anno e ha causato la perdita di circa 20 mila imprese”.

A margine dei lavori di insediamento del nuovo Comitato delle regioni a Bruxelles, Crocetta ha sottolineato che “per il 2015 comincia a prevedersi un aumento della crescita intorno all’1,5%”. Ci si chiede comunque come siano possibili tali previsioni visto che nello stesso Dpef (documento di programmazione economico finanziaria) della Sicilia si evidenzia in Italia una crescita di appena lo 0,6%.
 
A pag 19 del documento 2015-2017 - che ancora aspetta l’ok dell’Aula - infatti si legge : “Dopo un inizio d’anno promettente le previsioni di crescita dell’economia mondiale sono state ridimensionate dalle istituzioni internazionali per le difficoltà che tuttora caratterizzano alcune delle maggiori economie avanzate. La Commissione Europea ipotizza l’uscita dalla recessione per l’area dell’euro con un modesto 0,8%”. Sono state riviste in negativo in fatti le stime per il 2015 – è scritto nella relazione – e la ripresa toccherebbe solo marginalmente l’Italia, ferma appunto allo 0,6% nella dinamica del Pil”.

Ma evidentemente il governatore della Sicilia potrebbe non essersi ancora confrontato con il documento redatto dall’assessore all’economia Baccei, perché è invece più ottimista: “Significa che si comincia a lavorare bene, a combattere la corruzione, ad avere rigore e soprattutto a usare i fondi europei – ha detto Crocetta - Insomma, si può fare un lavoro che all’inizio sembrava difficile”. “Nel 2014 per la prima volta questo processo si è arrestato e il Pil è rimasto costante, così come il numero dei disoccupati”. Questo significa che “avere fatto passare la certificazione della programmazione dei fondi europei dal 17,5% al 60% ha funzionato” Per ripartire adesso, conclude Crocetta, “bisogna puntare sulle politiche di sviluppo, sulle infrastrutture, sostenendo le imprese e i lavoratori ricorrendo sempre di più al project financing”.

Intanto Enzo Bianco, sindaco di Catania, è stato eletto all’unanimità, capo della delegazione italiana al comitato delle regioni di Bruxelles, incarico che aveva già ricoperto nel 1997. “Oggi sono tempi più duri per le Province, le Regioni e i Comuni- ha detto rivolgendosi ai 24 membri italiani del Cdr - e dovremo far sentire forte la voce delle autonomie locali affinché assumano un ruolo importante in Europa”.

E sempre a Bruxelles il Movimento Cinque Stelle ha presentato una interrogazione per far luce sulle irregolarità del piano formativo 2000-2006 e avere chiarimenti dopo il pronunciamento dell’Olaf, l’organismo europeo antifrode, che chiede la restituzione di oltre tre milioni di euro, irregolarmente trattenuti dalla Regione per i cosiddetti extrabudget. Analoga interrogazione è stata presentata all’assemblea Regionale Siciliana. Il movimento prende spunto dal caso per chiedere che sia discussa subito in Aula la mozione di censura a segretario generale Patrizia Monterosso, “che rischia di essere rinviata deliberatamente alla calende greche”.

Articolo pubblicato il 13 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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