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Quotidiano di Sicilia

"Smart & start", quella boccata d’ossigeno
di Serena Giovanna Grasso

Si tratta di un programma che fornisce agevolazioni alle start-up innovative e tecnologiche erogando finanziamenti a tasso zero. È possibile inviare le domande già a partire dal prossimo 16 febbraio al sito www.smartstart.invitalia.it

Tags: Startup



PALERMO – Boccata d’ossigeno per molte start-up italiane. Infatti, dal 16 febbraio è possibile presentare la richiesta di adesione al programma “Smart  & Start” istituito grazie al decreto del 24 settembre 2014 del ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n.264 del 13 novembre 2014. La domanda dovrà essere presentata esclusivamente in formato elettronico al sito www.smartstart.invitalia.it. Per ogni informazione è possibile consultare la circolare ministeriale n. 68032 del 10 dicembre 2014.

Ma di cosa si tratta?
È presto detto, è una forma di agevolazione volta alla promozione dell’imprenditorialità dal valore tecnologico, consistente nell’erogazione di finanziamenti a tasso zero. Specifichiamo che si tratta di una forma di sostegno ormai giunta ben alla seconda edizione per noi siciliani: infatti, quest’anno l’agevolazione è stata estesa all’intero territorio nazionale, ma noi la conoscevamo già dallo scorso anno poiché la sua entrata in vigore si deve all’incoraggiamento limitato esclusivamente alle regioni meridionali.

Forma e intensità del beneficio
Il finanziamento è concesso in misura non superiore al 70% dell’importo necessario all’impresa per svolgere il progetto presentato in sede di richiesta, con il tasso di rimborso fissato allo 0%. L’importo erogato sarà compreso tra i 100 mila euro e gli 1,5 milioni di euro. Sono finanziabili le spese destinate agli investimenti ma anche alla gestione. Per le Start-up innovative localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e nel Territorio del cratere sismico aquilano il finanziamento agevolato è restituito dall’impresa beneficiaria in misura parziale, per un ammontare pari all’80% dell’importo del finanziamento agevolato concesso. Si tratta dunque di una forma ulteriore di agevolazione per noi meridionali, un vero e proprio bonus economico finalizzato a promuovere la crescita delle start-up innovative, ma anche incoraggiare il rientro dei “cervelli” dall’estero.
In più, un ulteriore beneficio è riservato alle imprese con meno di dodici mesi di vita, alle quali sono riservati servizi di tutoraggio tecnico-gestionale.

Requisiti necessari per l’accesso
Secondo la circolare ministeriale su menzionata, i soggetti beneficiari tipo sono rappresentati dalle imprese di piccola dimensione, con sede legale e operativa ubicata sul territorio nazionale e costituite da non più di 48 mesi dalla data di presentazione della domanda di agevolazione. Questi sono i requisiti che attengono prettamente alla struttura dell’impresa, ma non gli unici necessari all’accesso. Gli ulteriori requisiti attengono al fine perseguito dall’attività imprenditoriale: saranno certamente ammesse le imprese dal forte contenuto tecnologico e innovativo, quelle che si qualificano come prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale ed infine quelle che si basano sulla valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e privata.
 

 
Il soggetto gestore detiene il diritto al controllo
 
Se finora ci siamo occupati delle agevolazioni riservate al beneficiario, adesso passiamo in rassegna gli impegni che vincolano quest’ultimo al controllo del soggetto gestore. Innanzitutto, la start-up deve permettere agli incaricati del soggetto gestore di controllare periodicamente l’attuazione degli interventi finanziati. Inoltre, il beneficiario deve pedissequamente rispettare il progetto presento inizialmente, in caso contrario ha il dovere di comunicare tempestivamente il cambiamento di rotta.
 In più, il soggetto gestore richiede per tre anni dalla data di erogazione dell’ultima quota di agevolazioni aggiornamenti sull’andamento dell’attività e sulla permanenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, informazioni che l’imprenditore è tenuto inderogabilmente a fornire. In conclusione, si deve naturalmente assicurare a tutti i lavoratori incardinati all’interno dell’azienda l’applicazione di tutele non inferiori rispetto a quelle previste dai contratti di lavoro della categoria, conformemente rispetto a quanto stabilito dallo Statuto dei lavoratori.

Articolo pubblicato il 13 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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