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Palermo - Un incremento della produttività a fronte della crescita dei ricorsi
di Redazione

Sono stati 4.206 quelli depositati nel corso del 2014 contro i 3.237 dell’anno precedente (+ 33%). Il punto del presidente del Tar, Monteleone, in apertura dell’anno giudiziario

Tags: Palermo, Giustizia, Tar, Nicolò Monteleone



PALERMO – Un quadro sullo stato di salute della giustizia amministrativa, con un occhio di riguardo per la situazione siciliana e quella di Palermo in particolare. Lo ha tracciato ieri Nicolò Monteleone, presidente del Tar del capoluogo, nel corso dell’apertura dell’anno giudiziario nella sede di Palazzo Benso.

“Nello scorso anno – ha spiegato - si è registrato un sensibile incremento nella proposizione dei ricorsi: si è passati, infatti, dai 3.237 depositati nel 2013 ai 4.206 del 2014 (cui vanno sommati i sempre più numerosi ricorsi per motivi aggiunti e i ricorsi incidentali), con un eccezionale incremento di oltre il 33% (a fronte del 15% in campo nazionale)”.

Tale incremento, secondo il presidente del Tar di Palermo, dimostra la perdurante fiducia dei cittadini nei confronti della giustizia amministrativa (che nel passato si considerava elitaria), ma dall’altra “arreca non poca preoccupazione per la difficoltà di dare una risposta in tempi ragionevoli”.

“L’elevato spirito di servizio dei magistrati - ha detto Monteleone - con la preziosa collaborazione del personale di segreteria e amministrativo, ha comunque consentito di raggiungere un’elevatissima produttività: le sentenze emesse ammontano a 3.025 (esattamente 561 in più rispetto al precedente anno, nel quale si era comunque registrato, al riguardo, un cospicuo aumento), mentre i giudizi definiti sono pari a 4.175”.

Monteleone ha rimarcato anche “l’impressionante aumento del contenzioso”, derivante “in massima parte dalla ‘esplosione’ dei ricorsi in ottemperanza (nel 2014 ben 1.220, il doppio rispetto al 2013), soprattutto per l’esecuzione del giudicato formatosi sui decreti di condanna a titolo di equa riparazione ai sensi della legge Pinto, per l’eccessiva durata dei processi (949 ricorsi a fronte delle 80 richieste del 2006)”.

“A riguardo – ha aggiunto il presidente del Tar - deve constatarsi che, mentre il ministero della Giustizia, non appena ricevuto il ricorso, provvede immediatamente al pagamento di quanto dovuto, il ministero dell’Economia, per difficoltà di bilancio, rimane a lungo inadempiente, costringendo talvolta i ricorrenti a chiedere l’intervento del commissario ad acta, con aggravio di spese anche per la conseguente comminatoria delle penalità di mora”.

Tali numeri devono però essere rapportati, come già accennato, alle difficoltà legate alle carenze d’organico, per il cui rafforzamento, come spiegato dallo stesso Monteleone, “il Consiglio di presidenza ha recentemente indetto un concorso per la copertura di 45 posti di referendario di Tribunale amministrativo regionale, che ci auguriamo possa essere espletato al più presto, considerato altresì il massiccio collocamento a riposo anticipato che si verificherà alla fine del corrente anno, secondo quanto imposto dalla norma che per i magistrati non consente più il trattenimento in servizio oltre il settantesimo anno di età”.
All’interno degli uffici del Tar di Palermo, a fronte di un organico di 19 magistrati (finora mai integralmente coperto), nel 2014 hanno prestato servizio a tempo pieno soltanto in 14, visto il collocamento fuori ruolo del primo referendario Pierluigi Tomaiuoli (assistente del giudice costituzionale Giancarlo Coraggio).

“Con la carenza di organico dei magistrati e del personale amministrativo – ha aggiunto Monteleone - non suscita particolare entusiasmo l’imminente entrata in vigore del processo telematico, dal momento che deve essere comunque il magistrato (per vero supportato da adeguate banche dati e da idonei sistemi informatici) a studiare il fascicolo, a partecipare all’udienza e a redigere la sentenza”.

“Pertanto - ha concluso il presidente del Tar di Palermo - senza un adeguato aumento dell’organico, rapportato alle pendenze attuali, l’auspicata accelerazione dei processi potrebbe restare una vana speranza, come del resto avvenuto con l’informatizzazione dei servizi, che solo in minima parte ha contribuito ad aumentare la produttività complessiva del sistema”.

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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