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Quotidiano di Sicilia

La corruzione cresce tra l’ignavia
di Antonio Mercurio

Le prescrizioni dell’Anac vengono percepite negli uffici pubblici siciliani come inutili adempimenti burocratici. Trasparenza a metà nei Comuni capoluogo, con violazione della L. 190/2012

Tags: Corruzione



PALERMO - Il Comune di Enna rappresenta una mosca bianca: l’unico fra i nove Capoluoghi capace di pubblicare sul proprio sito web istituzionale sia la relazione finale sull’attività svolta dal Responsabile della prevenzione della corruzione (Rpc) per il 2014 che la scheda standard dell’Anac in formato excel, così come previsto dalla legge 190 del 2012.
I restanti otto Comuni hanno lasciato il lavoro a metà, rendendo pubblica soltanto la scheda e “dimenticando” la relazione.
Un peccato, visto che la corruzione, un fenomeno che da anni produce enormi danni economici al nostro Paese, può essere combattuta soltanto attraverso una totale trasparenza.
A quanto pare, però, gli uffici pubblici siciliani non vogliono comprenderlo, giudicando le nuove regole come inutili adempimenti burocratici.

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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