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Beatrice Lorenzin: "Nessun attacco politico di Ncd"
di Raffaella Pessina

Per il trasporto neonatale d’urgenza la Sicilia non avrebbe applicato i Lea. Borsellino ritira le dimissioni e il ministro risponde a Crocetta

Tags: Sanità, Regione Siciliana, Lucia Borsellino, Beatrice Lorenzin, 118, Catania, Bernardo Alagna



PALERMO - Si è riunita ieri mattina a Catania la task force che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha inviato in Sicilia per chiarire tutti gli aspetti della morte della piccola Nicole, la neonata morta in ambulanza perché negli ospedali catanesi non c’erano posti in terapia intensiva. Nove le persone indagate per omicidio colposo, di cui 5 medici che hanno operato tra la clinica privata dov’è avvenuto il parto e il trasferimento in ambulanza della piccola, 2 persone del 118 e altre 2 di altrettante unità di terapia intensiva neonatale. “Stiamo verificando - ha spiegato il procuratore di Catania, Giovanni Salvi - le responsabilità penali. E’ una vicenda dolorosa e occorrerà tempo”. Il vertice si è svolto nella sede del Nas dove carabinieri ed ispettori hanno confrontato i primi dati raccolti.

Il ministro, dopo la richiesta dell’assessore regionale siciliano Lucia Borsellino, aveva disposto che alla riunione potessero partecipare anche i funzionari della Regione Siciliana. Bernardo Alagna, coordinatore regionale del 118 in Sicilia, convocato a Catania nella task force, ha detto che verranno esaminati “tutti gli step della procedura dal percorso nascita, come voluto dall’assessore alla Salute”. “Nulla deve essere trascurato, nessun particolare - ha detto il responsabile del 118 - da quando la signora è entrata in gravidanza, fino al momento della nascita deve essere escluso. Siccome un parziale coinvolgimento del 118 c’è stato sarà attentamente vagliato e analizzato insieme ad altri pezzi del processo di cura che e stato messo in atto”.
 
Alagna ha poi riferito: “Spesso le strutture private, le case di cura, gli ospedali ci chiamano per sapere qual è la terapia intensiva neonatale che ha disponibilità a ricevere e ad accogliere ed eventualmente ci chiamano anche per il trasferimento, in questo caso non è stato adoperato un mezzo del 118, ma siamo stati chiamati per sapere la disponibilità negli ospedali catanesi” .
 
Alagna ha aggiunto che “In Sicilia abbiamo sei elicotteri. Quattro sono operativi 24 ore su 24 e due, a Catania e a Pantelleria, sono operativi solo per 12 ore. Il sistema è coperto dagli altri elicotteri quando Catania non funziona, anche di notte, quindi eventualmente si può atterrare perché abbiamo fatto un’estensione sull’elibase di Catania, che può ricevere gli aeromobili”. In un comunicato Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, ha riferito che il direttore della sala operativa dell’elisoccorso, Gaetano Marchese, “Colpito da aneurisma mentre era in Sardegna, ha chiamato l’elisoccorso del 118 siciliano, chiedendo di essere riportato in Sicilia, dove è poi stato ricoverato e curato un trasferimento definito dagli interessati di routine”. Situazione che “Non si è purtroppo verificata nelle drammatiche ore in cui si è consumata la tragedia della piccola Nicole, alla quale il servizio sanitario regionale non è stato in grado di garantire la necessaria assistenza. Per lei nessun elicottero si è alzato in volo. Domani (oggi per chi legge)  Forza Italia presenterà  un’interrogazione parlamentare all’Ars, per conoscere i contorni della vicenda che ha riguardato il direttore Marchese e accertare l’ammissibilità del servizio al di fuori della Regione Siciliana”.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin
, in attesa del documento finale degli ispettori per assumere tutte le decisioni e le iniziative che competono al ministero, ha dichiarato: “Ricordo che l’Accordo che identifica i requisiti e gli standard che i Punti nascita devono possedere per garantire qualità e sicurezza del percorso nascita, definisce che tutte le strutture, sia pubbliche che private accreditate che effettuano più di 1000 parti/anno, devono prevedere una Unità di Terapia Intensiva Neonatale, con posti letto pari a: intensiva 1/750 nati e sub intensiva 2 posti letto per ogni letto di terapia intensiva, mentre le strutture di I livello, cioè quelle che effettuano meno di 1000 parti l’anno, sia pubbliche che private accreditate, devono possedere una U.O di pediatria/neonatologia, con la presenza di tutti i requisiti contemplati nell’Accordo e deve  essere prevista una rete secondo il modello Hub e Spoke, sia per il trasposto assistito materno (STAM) che neonatale d’urgenza (STEN), garantendo in tal modo l’integrazione funzionale tra i Punti nascita di I e II livello. E’ il caso di precisare inoltre che anche l’Intesa tra il Governo e le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano del 5 agosto 2014 sul Regolamento recante “Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera, riprende quanto stabilito nell’Accordo citato e siglato il  16 Dicembre 2010”.

Il ministro poi ha chiarito: “Non ho detto che commissario la Sicilia ma ho detto che per noi ci sono dei segnali preoccupanti per quanto riguarda l'applicazione dei Lea e dei protocolli di programmazione”. Lorenzin ha anche risposto al presidente Crocetta, che ha parlato di un ‘attacco politico di Ncd’. “Di fronte alle morti ognuno di noi si assume le proprie responsabilità, la politica facciamola su altro”e sul ritiro delle dimissioni da parte dell’assessore Borsellino: “Nessuno gliele ha chieste, nessuno le ha chiesto di ritirarle, per cui ognuno faccia le sue valutazioni”.

Articolo pubblicato il 17 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Lucia Borsellino
Lucia Borsellino


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