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Agrigento - Il Comune punta tutto sui privati per “collocare” i suoi 112 Lsu
di Andrea Pizzo

A spingere l’amministrazione verso questa soluzione è stata la mancanza di fondi per la stabilizzazione. Dall’assessore Sabella un progetto con incentivi alle imprese che li assumeranno

Tags: Agrigento, Alberto Sabella, Pasquale Viespoli, Lsu



SCIACCA (AG) - Un piano per la fuoriuscita dei 112 lavoratori socialmente utili a carico del bilancio comunale dal 1997, che coinvolga i privati che hanno investito e investiranno sul territorio saccense.
Ci sta lavorando l’assessore comunale al Lavoro Alberto Sabella. La sua proposta, ancora in fase embrionale, è di invogliare - attraverso degli incentivi - le aziende che hanno scelto Sciacca come base per i loro affari a assumere uno o più Lsu. Si parla di girare agli imprenditori disposti ad accollarsi quest’onere le somme spese dal Comune per pagare lo stipendio a ciascun precario (complessivamente circa un 1 milione di euro all’anno). Questo per due anni. A patto che, dopo tale termine, le persone assunte rimangano nell’organico aziendale.

Un piano innovativo (finora si era sempre cercato di stabilizzarli all’interno dell’ente), ma alquanto difficile da rendere operativo. Il suo successo dipenderà dal riscontro che avrà nel sistema imprenditoriale locale. Tuttavia, tentar non nuoce. Qualora l’iniziativa andasse in porto per il Comune significherebbe ottenere un bel risparmio. E poi fra i 112 Lsu, troviamo netturbini, carpentieri, giardinieri, idraulici e cosi via. Tutte figure professionali che potrebbero far comodo ai diversi complessi turistici pronti a sorgere entro i confini comunali.

Visti i sostegni economici previsti, per le aziende insediatisi a Sciacca potrebbe significare abbattere - e di molto - i costi per il personale. E poi poterne usufruire nella fase di start up (sempre complicata per qualsiasi attività) non è certo un’occasione da lasciarsi sfuggire. Lo stesso vale per altri piccoli imprenditori, anche saccensi.
A spingere l’assessore Sabella verso i privati è stato l’ennesimo no del Ministero del Lavoro a nuovi fondi per la stabilizzazione degli Lsu. È stato il sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli, durante un vertice con una rappresentanza del Comune, a disegnare un quadro tutt’altro che positivo per il futuro di questi lavoratori.

“Il loro inserimento definitivo nella pianta organica del Municipio risulta assai problematico” ha detto l’esponente del Pdl. Il motivo è presto detto: non ci sono i soldi. Gli ultimi contributi statali, circa 767 mila euro, arriveranno nel 2010 (la firma sulla convenzione la scorsa settimana a Roma). Poi basta. Da qui la necessità di individuare nuove soluzioni per far respirare il bilancio comunale, sempre più ridotto all’osso.
 

 
In passato. Critiche smentite e ammissioni
 
SCIACCA (AG) - I 112 lavoratori socialmente utili iscritti al libro paga del Comune, spesso, sono stati criticati per la qualità e la quantità del lavoro svolto. Si pensi alla polemica sollevata, nel 2007, dall’allora consigliere comunale di maggioranza Michelangelo Graffeo. “Al Municipio - dichiarò - ci sono alcuni Lsu che svolgono attività diverse da quelle per cui erano stati assunti, stanno dietro la scrivania e non in strada, con il risultato che la città resta sporca e il verde pubblico trascurato”. Tutti servizi, quest’ultimi, che, invece, per contratto, dovevano garantire gli Lsu. Una denuncia che trovò riscontro a seguito di una verifica disposta dall’ex sindaco Turturici. I 36 lavoratori che avevano presentato un certificato medico per evitare attività usuranti furono sottoposti a visita collegiale e altri 20 presero nuovamente servizio nelle squadre di pronto intervento. I sindacati allora ammisero tale fenomeno e lo giustificarono con le carenze di personale di cui soffre l’ente.

Articolo pubblicato il 22 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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