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Quotidiano di Sicilia

Aria, Sicilia tra infrazione e superamenti
di Rosario Battiato

Rapporto Mal'aria 2015 di Legambiente: Palermo e Siracusa tra i primi 20 capoluoghi urbani per i valori di PM10. L’Isola è tra le regioni italiane in procedura a causa della cattiva applicazione della direttiva Ue

Tags: Pm10, Inquinamento, Legambiente



PALERMO – Nel tumultuoso torrente dei problemi siciliani, c'è una corrente sotterranea eppure vivace, problematica, sebbene spesso ignorata. A farci da promemoria ci ha pensato Legambiente, l'associazione ambientalista che, nel suo rapporto Mal'aria 2015 pubblicato lo scorso 30 gennaio, ha ripreso gli ultimi dati sull'inquinamento atmosferico nelle prime settimane di quest'anno, realizzando, inoltre, una ricognizione dei superamenti registrati negli anni passati.

Nel primo mese dell'anno ci sono già 32 capoluoghi che hanno fatto registrare oltre 10 giorni di superamento della soglia massima giornaliera consentita di PM10 e in 14 si è registrato un superamento un giorno su due. Tra queste città non figurano siciliane, mentre si rintracciano tutti i principali centri urbani dell’area padana e alcune grandi città del centro sud, come Roma (12 giorni di superamento) e Napoli (11). 

Dati che non possono farci tirare un sospiro di sollievo. Nel 2014, infatti, sono stati monitorati 88 capoluoghi di provincia (per la Sicilia, ad eccezione di Catania e Palermo, non è stato possibile risalire ai dati aggiornati a fine 2014) e ben 33 centraline urbane in tutta Italia hanno evidenziato superamenti della soglia del limite di polveri sottili consentite in un anno. Il dlgs 155/2010 prevede, infatti, un numero massimo di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 μg/m3. Le siciliane in classifica sono ben due: Palermo (Di Blasi) con 65 superamenti che viene piazzata al dodicesimo posto nazionale e Siracusa (viale Teracati) con 57 superamenti e diciassettesima piazza.

Altri risultati negativi si sono registrati nel 2013 per un inquinante come il biossido di azoto (NO2), per il quale il dlgs 155 del 2010 ha fissato una concentrazione annua massima di 40 μg/m3 e un valore medio orario di 200 μg/m3 che non deve essere superato per più di 18 giorni all’anno. Le prima delle siciliane fuorilegge è Messina al quinto posto nazionale (media di 47,1), seguita da Palermo (media di 45,4).

Anche per l'ozono troposferico (O3) ci sono i limiti previsti dalla normativa (D.Lgs. 155 del 2010), che consentono un massimo di 25 giorni di superamento della soglia giornaliera pari a 120 μg/m3 mediata su otto ore. Al venticinquesimo posto, davanti a città come Milano e Roma, si piazza Siracusa (48 giorni di superamento) che resta l'unica siciliana nella classifica dei fuorilegge.

I pericoli non si fermano qui. In attesa dell'aggiornamento del piano dell'aria della Regione, un altro dei grandi ritardi registrati dalla giunta Crocetta, sull'Isola pende una procedura d'infrazione a causa della cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente – Superamento dei valori limite di PM10 in Italia. Nel mirino dell'Ue ci sono 19 zone e agglomerati suddivisi in 10 regioni italiane distribuite da nord a sud (ci sono anche Veneto, Lombardia, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Molise, Campania e Umbria) e porteranno, se l’Italia non riuscirà a porre rimedio, “a una condanna – scrivono gli esperti dell'associazione ambientalista - con conseguenti sanzioni, come già avvenuto nel 2012”. Quell'anno, infatti, l'Italia era stata condannata relativamente ai superamenti di PM10 per il periodo 2006-2007 in 55 diverse zone ed agglomerati italiani. “Il dato più scoraggiante e preoccupante in merito alla nuova procedura di infrazione – si continua a legge sul rapporto - è che 13 delle 55 aree già condannate hanno continuato a superare costantemente i limiti per il PM10 anche nel periodo 2008-2012 e si ritrovano per questo di nuovo sotto indagine, insieme ad altre 6 nuove zone”.

Articolo pubblicato il 18 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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