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Stop ai migranti, caschi blu in Libia
di Carlo Alberto Tregua

Anche Renzi ci è arrivato

Tags: Libia, Onu, Matteo Renzi, Caschi Blu



Che bisognasse bloccare i trafficanti di carne sulle coste libiche lo scriviamo da molto tempo (Per salvare gli immigrati impedirgli di partire  QdS 15/05/2014; Mare nostrum ha ucciso 2000 migranti QdS 4/10/2014). Ora ci è arrivato anche Renzi, mentre tace Alfano che continua ad essere un vagone di coda del Governo.
Il tumultuoso aumento di questa povera gente che viene imbarcata su gommoni e relitti, con alta probabilità di morire, deve cessare. L’unico modo è quello di creare una vigilanza sulle coste libiche con dei presidi militari che abbiano il compito di distruggere a vista qualunque imbarcazione pronta a partire.
Se si riuscissero a bloccare le partenze, i flussi dei migranti dai Paesi di origine si fermerebbero di botto, perchè non troverebbero alcuno sbocco.
La questione umanitaria è enorme, ma è impensabile che l’Europa possa accogliere milioni e milioni di persone, pur perseguitate e angariate nei loro Paesi di origine.
Trafficanti di carne umana sanno di votare a morte tanta gente, ma ovviamente mirano all’illecito guadagno. Per loro la questione umanitaria non esiste.

Renzi ha tentato più volte di coinvolgere l’Europa nella missione consistente nel dare aiuto a questi poveri migranti, ma l’Europa ha partorito il topolino, sostituendo Triton a Mare Nostrum. Nella sostanza però non è cambiato nulla, perché le imbarcazioni della Marina militare e della Guardia costiera continuano ad andare a salvare i migranti fino a venti  o trenta miglia dalle coste libiche.
I banditi che li imbarcano hanno così avuto ragione, nel senso che non utilizzano più mezzi navali che hanno qualche probabilità di arrivare a Lampedusa o sulle coste della Sicilia, ma zattere fatiscenti, con motori semiguasti cui forniscono poche taniche di benzina in modo da percorrere solo qualche decina di miglia, tanto poi c’è la Marina italiana che li va a prelevare quasi fino alle coste libiche.
Questo comportamento umanitario rende di fatto un favore al malaffare, diventa connivente della morte di migliaia di esseri umani, non risolve il problema alla fonte e crea un danno all’erario italiano stimato in oltre 1,5 miliardi l’anno.
 
 
È noto a tutti, infatti, che ogni migrante costa al nostro Paese 30/35 euro al giorno per vitto/alloggio e assistenza sanitaria, oltre a tutte le spese logistiche ed a quelle dei trasporti sia via mare che via terra, perché i centri di accoglienza costieri sono continuamente saturati e si devono per conseguenza svuotare tutti i giorni.
Ora, se spendendo un miliardo e mezzo all’anno risolvessimo in radice il problema, la spesa sarebbe ben fatta, in quanto su circa 730 miliardi di spesa pubblica quella cifra ci starebbe. La questione, invece, è che nonostante questo sforzo finanziario la malattia va peggiorando perché il numero di migranti aumenta continuamente, dato il lassismo che si sta manifestando con il prelievo di questi poveretti quasi sulle spiagge libiche.
Non c’è molto da stare allegri, anche perché l’Europa non sta facendo la giusta pressione in sede Onu perché emetta una risoluzione con la quale si autorizzi l’invio dei caschi blu sulle coste libiche.

Dentro la questione umanitaria si nasconde un gravissimo pericolo, cioè quello dell’infiltrazione dei criminali dell’Isis che vengono in Italia e in Europa per organizzare attentati con azioni di guerriglia e di addestramento di fanatici indigeni, come è avvenuto ultimamente in Danimarca e in Francia.
È molto difficile controllare decine di migliaia di persone, che non hanno identificazione perché non possiedono documenti e non sono ovviamente registrati nei sistemi informatici del mondo: sono autentici fantasmi.
Non solo, ma quando entrano in Europa attraverso le porte siciliane, molti migranti fanno perdere le loro tracce, in qualche caso senza conseguenze, ma in altri con la possibilità di radicarsi sui territori per attirare persone malate di testa che si trasformano in terroristi.
La situazione è gravissima ed è vicina al punto di rottura. Il Governo italiano la deve porre con fermezza inusuale all’Europa e all’Onu, anche a costo di fermare per un certo periodo, a titolo dimostrativo, il soccorso ai migranti sulle coste della Libia.
È ora di dire basta al genocidio!

Articolo pubblicato il 18 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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