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Quotidiano di Sicilia

Piano triennale controlli sulla presenza di Ogm in Sicilia
di Andrea Carlino

Le autorità preposte devono limitare i controlli sui prodotti finiti e intensificare quelli sulla materia prima e sugli intermedi della lavorazione industriale. Verificare la conformità degli alimenti ai requisiti di autorizzazione ed etichettatura richiesti dalle norme comunitarie e nazionali

Tags: Ogm



PALERMO - Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana (la n. 7 del 13 febbraio scorso) il decreto assessoriale del 22 gennaio che dà il via libera al piano regionale triennale (2015-2018) sulla presenza di organismi geneticamente modificati negli alimenti. Il provvedimento prende spunto dall’analogo piano presentato dal Ministero della Salute nei mesi scorsi. Il Piano nazionale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati (Ogm) negli alimenti rappresenta la realizzazione di una pianificazione unitaria e armonizzata dei controlli per questo specifico settore sia sul territorio che all’importazione.

Nel Piano nazionale vengono individuate le principali matrici, gli alimenti da sottoporre al controllo e i criteri da adottare, nonché quelli cui ogni Regione e Provincia autonoma deve conformarsi per l’adozione di un proprio Piano regionale di controllo ufficiale. 

Nel provvedimento del Governo regionale si specificano il numero dei controlli annuali per la Regione siciliana – distinti per Asp – da effettuare sulle singole tipologie di prodotto a valere sulla materia prima, semilavorato e sul prodotto finito.
Il decreto chiarisce, inoltre, che il piano nazionale suggerisce alle autorità preposte ai controlli ufficiali a limitare i controlli sui prodotti finiti e ad intensificare quelli sulla materia prima e sugli intermedi della lavorazione industriale. Per una più efficace realizzazione delle attività programmate è necessario che almeno il 50% dei campionamenti venga effettuato entro il primo semestre dell’anno.

Gli obiettivi che costituiscono la base del piano di controllo nazionale sono molteplici, da un lato quello di programmare e coordinare, attraverso criteri uniformi, le attività mirate alla verifica della conformità degli alimenti ai requisiti di autorizzazione ed etichettatura richiesti dalla normativa comunitaria e nazionale in materia di Ogm; dall’altro quello di garantire il flusso di informazioni dalle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano alle Autorità centrali e conseguentemente alla Commissione europea e fornire a tutti i soggetti coinvolti una visione complessiva dei risultati regionali e nazionali, importante per le successive programmazioni.

Ogni Regione deve elaborare, in ottemperanza al Piano nazionale, un Piano regionale di controllo ufficiale sulla presenza degli Ogm negli alimenti ed individuare, inoltre, un referente ai fini del coordinamento regionale/provinciale del Piano stesso.
Il Piano regionale deve contenere le seguenti informazioni: organizzazione delle ispezioni; indicazione dei laboratori deputati al controllo ufficiale e relativi referenti; indicazione del numero di campioni assegnato, in base alle realtà produttive locali, ad ogni provincia/ASL e della tipologia di alimenti da sottoporre al controllo ufficiale; criteri seguiti per la ripartizione del numero dei campioni e della tipologia dei prodotti alimentari da sottoporre al controllo; indicazioni sulle modalità di campionamento adottate.

La verifica dell’adempimento alle prescrizioni della normativa vigente in materia di Ogm dovrà realizzarsi mediante controlli effettuati su tutto il territorio nazionale e all’importazione. Le ispezioni comprendono: controlli documentali consistono nella verifica della conformità alla normativa vigente della documentazione relativa alle materie prime, ai prodotti e alle procedure adottate per evitare la presenza di Ogm; controlli d’identità consistono nella verifica, mediante ispezione visiva, della concordanza tra i certificati e altri documenti di accompagnamento della partita e la partita stessa; controlli materiali devono comprendere anche la verifica dell’applicazione delle procedure.

Si spiega, infine, che i controlli dovranno essere effettuati attraverso ispezioni e campionamenti, in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione degli alimenti, compresa l’importazione.

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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