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Quotidiano di Sicilia

Alfonso Cicero: "Con la riforma delle Asi risparmiati 5 milioni"
di Annalisa Giunta

Forum con Alfonso Cicero, Presidente di Irsap Sicilia

Tags: Alfonso Cicero, Irsap Sicilia



Nel 2012 ci disse che l’Irsap rappresentava una svolta per l’Isola, burocrazia zero e pochissime procedure. È così?
“Gli effetti immediati della riforma sono stati quelli di cancellare 800 posti di sottogoverno con un risparmio di 5 milioni di euro. In passato, infatti, vi erano 11 consorzi Asi con un presidente, altrettanti consigli di amministrazione, i sindaci revisori, i nuclei di valutazione e i consigli generali. Oggi vi è un solo Cda costituito da  quattro componenti (Rosanna Montalto, Filippo Ribisi, Giuseppe Russello e Rosario Andreanò) e un solo direttore generale. Gli undici uffici dei consorzi sono comunque rimasti operativi e rappresentano dei punti di riferimento per le imprese in tutte le aree industriali dell’Isola”.

Quali sono le maggiori azioni in programma?
“Ammontano a 120 milioni di euro le opere previste in sinergia con l’assessore per le Attività produttive Linda Vancheri e il dipartimento attività produttive, con i fondi europei del Po-Fesr 2017-2013, che saranno appaltate tramite gli Urega. Cambieranno il volto delle aree industriali, mentre 40 milioni di euro sono previsti nell’accordo di programma quadro per rilanciare l’area di Termini Imerese. Opere che serviranno a realizzare e migliorare le infrastrutture, nonché i servizi, sinora non adeguati alle imprese. Posso dire con orgoglio che in meno di due anni siamo riusciti a garantire una grande boccata d’ossigeno sia ai territori sia alle aree industriali. Entro maggio sarà attivo il regolamento unico per l’assegnazione dei lotti per l’insediamento di nuove imprese e le procedure per il rilascio dell’autorizzazione unica entro 90 gg”.

Che situazione ha ereditato?
“L’Irsap ha ereditato in tutta la Sicilia strutture, infrastrutture e servizi (dai depuratori alla videosorveglianza) non funzionanti nonostante i finanziamenti ricevuti per realizzarle. Sistemi di videosorveglianza che sono stati ripresi in tutte le realtà industriali e che a breve rappresenteranno una concreta azione di prevenzione e di sicurezza per le imprese. A ciò si aggiungono investimenti per recuperare gli sprechi dei tanti eco-mostri realizzati negli anni: l’ultimo che ho scoperto è un depuratore abbandonato nella zona industriale Ravanusa-Campobello di Licata costato circa 3 mln e mezzo di euro e che non ha mai funzionato. L’Irsap ha ereditato, oltre a mala gestione e illegalità, un debito di oltre 300 milioni di euro che, in parte, sarà sanato dal 70% del ricavato della vendita dei patrimoni dei consorzi non trasferiti dall’Istituto regionale per le attività produttive”.

Qual è la situazione delle imprese presenti nelle aree industriali?
“Oggi le imprese hanno un punto di riferimento e un interlocutore credibile che cerca di aiutare l’insediamento di nuove imprese sul territorio”.

Quante sono le imprese che afferiscono all’Irsap?
“Nelle zone industriali della Sicilia le imprese sono circa 2.500 e occupano 23 mila dipendenti in 63 agglomerati. Un numero che potrebbe raddoppiare rendendo le aree industriali più efficienti e fornendo i giusti servizi. La Sicilia ne ha tutte le potenzialità e ci sono le premesse affinchè ciò si verifichi. Naturalmente occorreva prima bonificare le aree dall’illegalità, buttando fuori le imprese colluse e dare uno scossone ai vertici burocratici”.

Qual è la ricetta giusta per far crescere il Pil della Sicilia?
“L’impresa deve essere accolta, gli imprenditori al di fuori della Sicilia devono essere richiamati, per fare ciò occorre rendere il territorio appetibile: dalle infrastrutture ai servizi, offrire dei vantaggi per chi decide di investire nella nostra Isola. Occorre una buona strategia di marketing e che oltre all’Irsap ci siano gli interventi della politica e delle altre istituzioni”.

Come immagina l’Irsap tra due anni?
“Tra due anni immagino tutte le undici aree industriali della Sicilia in cui abbiamo avviato investimenti come un grande cantiere aperto per la realizzazione delle nuove opere: strade, illuminazione, banda larga e tutti quei servizi essenziali richiesti dagli imprenditori e sinora inesistenti”.

Lei ha portato avanti una fondamentale battaglia sul fronte della legalità: come procede questo percorso?
“Sottopongo quotidianamente all’autorità giudiziaria una serie di misfatti dove il denaro pubblico è stato sperperato da governance colluse con la criminalità organizzata in tutte le aree industriali. Ad Agrigento ho revocato una decina di aziende e un appalto in odore di mafia. Di recente ho revocato a Trapani sei autorizzazioni a una impresa collusa con il boss Virga. Un’azione che ha contrastato interessi delle famiglie mafiose Ercolano Santapaola, Ganci di Enna, Piddu Madonia a Caltanissetta, La Rocca di Grammichele, Falsone e Lombardozzi di Agrigento e altre in Sicilia. Uno dei casi più gravi, la gestione del depuratore di Caltagirone, destinato per il 95% al centro abitato e solo il 5% alle aree industriali. Dal 2008 la Sie Spa (Servizi idrici etnei) in modo indebito perchè non faceva depurazione a Caltagirone, ha incassato milioni non girando un euro alla società Gia Spa (Gestione integrata acque) che svolge il servizio, lasciando a bocca asciutta i lavoratori. Nella compagine di Sie figura un condannato per mafia. Poi c’è il frigomacello a Caltanissetta. 20 miliardi per costruirlo, affidato con un canone irrisorio ad una società riconducibile a soggetti in odor di mafia. Ci sono poteri forti della zona grigia che tentano di abbattermi in tutti i modi. Un commando nella sede di Caltanissetta era pronto ad un’azione eclatante a novembre 2013, sull’episodio ci sono indagini. Ancor prima l’ordigno esplosivo nel pianerottolo di casa mia. Anche il Presidente della Corte di Appello di Caltanissetta, per l’inaugurazione dell’anno giudiziario ha citato due gravi avvertimenti. La mia vita è blindata ma intendo proseguire. Stato, istituzioni e associazioni di categoria mi hanno dato sempre sostegno, ciò mi incoraggia nella mia azione”.
 
Quali i progetti già trasmessi all’Urega per le gare d’appalto?
“Si tratta di dieci progetti per oltre 22 milioni di euro dei quali 3,5 milioni già in gara d’appalto per l’illuminazione nell’area industriale di Termini Imerese. Ad Agrigento oltre 1 mln di euro per  la riqualificazione della rete viaria della zona industriale e circa 1,3 milioni per quella di Ravanusa. Nella zona industriale di Caltanissetta - Calderaro abbiamo stanziato 8,6 mln per la sicurezza stradale, la canalizzazione degli impianti, l’illuminazione con lampade solari a led e la banda larga con fibra ottica. A Ragusa, nella zona industriale di Modica-Pozzallo, circa 1,7 mln di euro per l’ illuminazione e a Catania 2,4 mln per la riqualificazione delle rete viaria. Tre gli interventi nella zona industriale di Enna – Dittaino per 6,8 milioni di euro per la riqualificazione della viabilità”.

Quali progetti trasmetterete nei prossimi mesi?
“Si tratta di 35 progetti per oltre 130 milioni di euro: 4 ad Agrigento per 17 milioni di euro per opere di  urbanizzazione e riqualificazione della rete idrica; 7 per la provincia di Palermo per 41 milioni di euro: 1,6 milioni per la zona industriale di Carini e 40 milioni per Termini Imerese; 3  nell’area industriale di Gela per 5,5 milioni; 3 nel Calatino per 10,7 milioni di euro. A Caltanissetta  3,5 milioni di euro per la messa in sicurezza delle aree a rischio idrogeologico. A Catania, 4 progetti per complessivi 11,6 milioni. E ancora a Dittaino (Enna) 3,3  milioni di euro; a Messina 2 interventi nell’area peloritana per 4,4 milioni; a Ragusa 4 interventi per oltre 10 milioni di euro; a Siracusa la riqualificazione delle infrastrutture dell’agglomerato di Lentini per 2,3 milioni di euro e a Trapani 7,9 milioni di euro per la rete fognaria e dei reflui depurati”.

Articolo pubblicato il 21 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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