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Termini Imerese, la componentistica anticipa
di Rosario Battiato

Si riaccendono i riflettori sull’ex stabilimento Fiat, potrebbe essere la volta buona per l’avvio di un ciclo innovativo. La Blutec espone i dettagli del Piano industriale, con lo scopo di riprendere la produzione di auto rivolta alla realizzazione di mezzi ibridi. Dopo  le battaglie e i fiumi di parole, i sindacati guardano lontano: “Adesso servono le infrastrutture”

Tags: Termini Imerese, Blutec, Lavoro, Metec



PALERMO – A distanza di oltre tre anni dalla chiusura dei cancelli dello stabilimento Fiat, Termini Imerese torna a respirare ventate di ottimismo. In seguito all’accordo dello scorso dicembre con la Blutec, la newco controllata da Metec, la scorsa settimana sono stati illustrati alcuni dettagli del piano industriale ai rappresentanti sindacali. Ci sono novità sui tempi di avvio del processo produttivo e sulla selezione del personale.

La tempistica fa ben sperare. Secondo quanto riportato dai sindacati, già entro marzo ci saranno i colloqui con il personale che apriranno la fase successiva dedicata alla formazione. Passi necessari per mettere in moto la macchina organizzativa e lanciare, già entro la fine di quest’anno e quindi in anticipo rispetto ai tempi previsti originariamente per il 2016, le attività produttive relative al settore della componentistica auto nella fabbrica attigua all’ex stabilimento. Gli accordi di dicembre avevano fatto trapelare tempi più lunghi per un piano industriale articolato in due fasi: “la prima, che decollerà a gennaio prossimo (2016, ndr), destinata alla produzione componentistica e la seconda finalizzata alla progettazione e alla realizzazione di due modelli di auto ibride (una di segmento A-B, l’altra di segmento B-C)”.

L’azienda ha inoltre assicurato l’impiego dei 700 dipendenti ex Fiat che a questo punto potrebbero rientrare prima dalla cassa integrazione. Il quadro di rientro, esposto lo scorso dicembre, prevede un inserimento progressivo scandito nel piano industriale dell’impresa: 200 persone nel 2016, 400 nel 2017, 800 a regime entro fine 2018. Da aggiornare la valutazione dell’impiego dell’indotto per la componentistica, che riguarda ancora circa 250 operai.

Adesso toccherà anche alla Regione fare la sua parte. Lo hanno ricordato i sindacalisti  Ludovico Guercio e Giovanni Scavuzzo della Fim Cisl, chiedendo una decisa accelerazione sul fronte della dotazione infrastrutturale della “zona industriale” al fine di renderla “efficiente e competitiva”.
 
L’accordo di programma quadro, così come confermato nei giorni dell’accordo, vale 290 milioni di euro che saranno stanziati dalla Regione (140) e dallo Stato (150). Metec, tramite Blutec, ne dovrebbe investire poco meno di 300.

L’accordo è stato commentato dall’assessore alle Attività produttive della Regione, Linda Vancheri, nel corso di un forum al QdS della fine di gennaio. “Si tratta di un accordo più che istituzionale, è quasi l’avvio di un business plan e, come dipartimento Attività produttive, stiamo lavorando per realizzare anche un crono programma finanziario”. Proprio la componente della logistica è la più rilevante, perché “non esistono investitori interessati né alla Fiat né a nessun altro impianto se questo non è presente in un’area in cui la logistica ed i trasporti sono accessibili” e l’elemento appetibile dell’area “è proprio quello della infrastrutturazione strategica, che peraltro ci ha chiesto la Blutec”. Il successo del piano industriale dipenderà “dalla capacità che la Regione avrà, insieme all’azienda, di animare l’area industriale attraverso progetti che possano venire da imprese siciliane, perché l’azienda avrà bisogno di un ambiente dinamico, propenso alla voglia di investire nel settore dell’innovazione, con particolare attenzione alle risorse umane e alla loro riqualificazione”.

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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