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Non sarà facile accettare l’idea di lavorare per obiettivi e risultati
di Angela Carrubba

Dal prossimo anno anche i dirigenti regionali siciliani saranno coinvolti nel cambiamento. Fanno discutere gli effetti della nuova organizzazione burocratica

Tags: Renato Brunetta, Pa, Burocrazia



CATANIA - In 11 articoli la Legge regionale 19/2008 ha ridisegnato struttura e competenze degli undici dipartimenti regionali riorganizzandone funzioni e compiti. Si attende entro il 30 ottobre il decreto del presidente della Regione che specifichi i compiti ed il funzionamento delle strutture e uffici intermedi.

Tale decreto dovrà ispirarsi ai principi descritti nell’articolo 10 riportati sopra a) principio di completezza; b) principio di efficienza ed economicità, anche con la soppressione delle funzioni e dei compiti divenuti superflui; c) principio di responsabilità ed unicità dell’amministrazione, con attribuzione ad un unico ramo di amministrazione di funzioni e compiti connessi; d)  principio di omogeneità; e) principio di adeguatezza, in relazione all’idoneità organizzativa del ramo di amministrazione.
Se quella di Brunetta è stata definita “rivoluzione” ed è stata accolta con “mugugni” e sospetti, che dire delle fatiche che questa riorganizzazione comporterà? I dirigenti regionali saranno capaci di applicare le innovazioni richieste loro?
Di certo la riforma comporterà dei tagli al numero di dirigenti che, partiti con compiti specifici e temporanei, nel corso degli anni sono  stati “assunti” ed hanno svolto compiti che ora la riforma vorrebbe “accorpare”. Si tratta di migliaia di persone che certo faranno ricorsi e andranno ad ingrossare il contenzioso che ogni anno pesa sulle casse regionali e che rallenta il funzionamento della macchina burocratica.

Alla semplificazione e snellimento dei dipartimenti e dell’intero apparato corrisponderà - sempre secondo l’articolo 10 della L.r. 19/2008 - il progetto di Bilancio 2010 che il Governo predisporrà insieme ad ogni altra attività contabile e finanziaria necessaria a garantire la continuità dell’azione amministrativa e finanziaria della Regione. Quello del 2010 dovrebbe essere, quindi, un Bilancio fasato sulle reali esigenze di un’amministrazione basata sui principi di cui detto prima: efficienza, responsabilità, economicità.
Ci si aspetta che il percorso dei provvedimenti da emanare a breve preveda una sorta di “concertazione” con i sindacati regionali del pubblico impiego per attuare la mobilità voluta dalla legge e vista come fumo negli occhi dai “privilegiati” assunti senza concorso

Articolo pubblicato il 23 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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