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Quotidiano di Sicilia

Invalidità, la accerta l’Inps
di Andrea Uzzo

Il protocollo d’intesa sperimentale avviato a Trapani si estende a Enna, Caltanissetta e Messina da giugno. Addio alle commissioni delle Asp: risparmio del 50% e tempi ridotti del 70%

Tags: Invalidità, Sanità, Inps, Lucia Borsellino



PALERMO - Nelle province di Enna, Caltanissetta e Messina sarà più semplice ottenere e rivedere la certificazione di invalidità. Viene infatti esteso anche a queste tre province il protocollo d’intesa tra l’Inps e la Regione Siciliana, avviato in via sperimentale nella provincia di Trapani dal primo febbraio dello scorso anno. In pratica la convenzione tra l’Inps e la Regione prevede il passaggio dalle Aziende sanitarie provinciali all’Inps, di tutte le competenze delle Asp in materia di accertamento, nonché di rivedibilità, dei requisiti sanitari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità.

Di conseguenza viene accentrato nell’Inps tutto il procedimento per il rilascio o la revisione della certificazione di invalidità. Nelle province di Caltanissetta ed Enna il nuovo regime entrerà in vigore a partire dal prossimo mese di giugno, mentre nella provincia di Messina si partirà da settembre.

Il protocollo prevede che le attività di accertamento sanitario si svolgano nei locali delle strutture territoriali dell’Inps. Addio alle commissioni di invalidità dell’Asp, dunque: adesso tutta la procedura viene centralizzata presso l’Inps, che procederà ad espletare le pratiche con mezzi e risorse proprie.

Per i cittadini significa non dovere più fare la spola tra commissioni dell’Asp e commisioni dell’Inps, dovendo rapportarsi con un unico livello di valutazione medico-legale, le commissioni dell’Inps appunto.

Nella provinca di Trapani in un anno di sperimentazione i tempi di attesa per ottenere la certificazione di invalidità si sono ridotti in generale del 70%, sino ad arrivare all’85% per i pazienti oncologici. Per le casse della Regione significa un risparmio preventivato del 50% rispetto ai costi attuali. Resterà comunque a carico delle Asp la competenza per le domande di accertamento antecedenti, fino alla definizione di tutti gli accertamenti di competenza.

“La convenzione interviene su tutto l’iter del procedimento, assicurando trasparenza, semplificazione, e diminuendo anche la tempistica procedimentale, con benefici a favore dei cittadini, come la riduzione dei tempi per la definizione delle pratiche” ha detto il direttore regionale Sicilia dell’Inps, Maria Sciarrino, presentando l’iniziativa.

Il rafforzamento dell’intesa fra Regione Siciliana e Inps ha “un duplice beneficio - ha aggiunto l’assessore regionale della Salute, Lucia Borsellino -, economico e di soddisfazione dell’utenza. Inoltre azzerando le commissioni di invalidità, uniformiamo i criteri con cui viene riconosciuta la percentuale di invalidità e assicuriamo una maggiore trasparenza delle procedure, evitando sul nascere comportamenti opportunistici, che purtroppo si sono verificati in passato”.

Borsellino ha definito “pletorico” il vecchio sistema basato sulle commissioni di invalidità dell’Asp, sottolineando che grazie al’intesa “nelle Asp si liberano risorse economiche ma anche umane, che adesso potranno essere utilizzate per altri scopi”.
L’intesa tra la Regione e l’Inps prevede anche la costituzione di una cabina di regia finalizzata a monitorare costantemente la sperimentazione, con la  possibilità di adottare dei correttivi in corso d’opera, anche in base alle specificità dei singoli territori.
 
L’intenzione di Borsellino e di Sciarrino è di fare entrare a regime la convenzione e di estenderla a tutto il territorio regionale. Ma per farlo ci vorrà ancora del tempo. Infatti bisognerà dare modo all’Inps di organizzarsi per supportare il carico di lavoro dovuto al subentro da parte dell’Istituto nazionale di previdenza, nelle competenze che erano delle Asp. Sebbene sia difficile dare delle cifre precise, in Sicilia le richieste di invalidità civile si aggirano intorno alle 234 mila all’anno; di queste circa 55 mila sono le richieste nella sola provincia di Palermo e circa 45 mila quelle nella provincia di Catania.

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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