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Più depositi e meno prestiti bancari. Le incertezze dei siciliani sul futuro
di Serena Giovanna Grasso

Fondazione Res: a settembre 2014 discreto incremento dei risparmi (+2,2%). A Siracusa le crescite più elevate (+5,9%). Diminuiscono i finanziamenti: -2,4% nel complesso, riduzioni più forti per grandi imprese (-3,8%)

Tags: Fondazione Res, Risparmio, Deposito Bancario



PALERMO – Dopo aver dimostrato l’infondatezza delle stime sul Pil nell’editoriale “Rapporto Res a sostegno di Crocetta – Sicilia, più Pil previsione infondata” dello scorso 17 febbraio, torniamo ad occuparci del rapporto redatto dall’Osservatorio congiunturale della fondazione Res, concentrandoci stavolta sui prestiti e i depositi bancari, per fare vedere come questi stessi dati negano le previsioni rosee sul Pil. La fondazione Res elabora la prospettiva che ci apprestiamo ad analizzare a partire dai dati forniti dalla sede regionale della Banca d’Italia.

Iniziamo dai prestiti concessi. Nello scorso mese di settembre in Sicilia si è assistito complessivamente ad una riduzione pari al 2,4%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una in particolare è stata la categoria di richiedenti ad aver subito la più drastica contrazione, ovvero le imprese di dimensioni medio-grandi (-3,8%). Perdite più contenute hanno interessato le piccole imprese (-1,9%) ed ancor di più le famiglie consumatrici (-0,6%). Gli unici incrementi rilevati hanno riguardato le società finanziarie ed assicurative (+3,8%).

In termini economici complessivi, affermiamo che sono stati erogati 64,7 miliardi di euro di prestiti, ben l’1,9% in meno rispetto al mese di settembre 2013 (65,9 miliardi di euro). A livello provinciale, tutte le città subiscono delle flessioni più o meno marcate, ad eccezione di Enna che varia leggermente in positivo (+0,2%, corrispondente a 1,3 miliardi di euro di prestiti). Mentre le riduzioni più consistenti sono da addebitare a Palermo (-3,3% corrispondente a 18,7 miliardi di euro di prestiti) e Messina (-2,9%, ossia 7,5 miliardi di euro di prestiti). In generale, le flessioni a livello provinciale risultano contenute e mai superiori al punto percentuale.

Un rapporto inversamente proporzionale al numero di prestiti erogati riguarda l’insorgenza di nuove sofferenze, ovvero la situazione in cui la riscossione dei crediti bancari non è certa poiché i soggetti debitori si trovano in stato di insolvenza, anche se non accertato giudizialmente, o in situazioni sostanzialmente equiparabili. Infatti, al ridursi dei prestiti cresce in modo esponenziale la quota di nuove sofferenze. Rispetto all’ultimo rilevamento risalente al mese di giugno 2014, le sofferenze sono cresciute del 4% in confronto allo stesso periodo dell’anno precedente, si pensi che si tratta dell’incremento più elevato degli ultimi tre anni.

Dal quadro finora tracciato è evidente la gravità della crisi che affligge l’economia siciliana. I prestiti diminuiscono sia perché i requisiti richiesti dagli istituti di credito diventano eccessivi e dunque parecchi richiedenti vengono tagliati fuori, ma allo stesso tempo anche perché tanto imprese e famiglie, spaventate dall’andamento negativo del mercato, non investono quasi più. Probabilmente la maggior parte dei prestiti servono per sopravvivere e per coprire dei debiti pregressi, come quelli accumulati da parte delle imprese nei riguardi dei fornitori. È un dato davvero preoccupante, così si rischia di frenare l’innovazione e sprofondare sempre di più verso la crisi.

Quando si ha a disposizione qualche piccolo risparmio, anziché spenderlo in beni di consumo o di innovazione, si preferisce metterlo da parte per poi rispondere successivamente alle incertezze del futuro. Ed ecco così che ad aumentare sono i depositi bancari: a livello regionale nel mese di settembre 2014 sono stati pari quasi a 53,7 miliardi di euro, cioè il 2,2% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A livello provinciale, i miglioramenti più imponenti hanno riguardato Siracusa (+5,9%), Enna (+3%), Caltanissetta (+2,9%) e Catania (+2,8%). Il lettore che vuol prendere visione della situazione dettagliata in merito ai depositi, può consultare la tabella pubblicata a corredo dell’articolo.

Dunque, tutto torna in questo circolo vizioso assimilabile ad un cane che si morde la sua stessa coda. I siciliani sfiduciati nel mercato anziché investire tendono a risparmiare, infatti aumentano i depositi; al tempo stesso quell’esigua parte che ha richiesto il finanziamento non avendo sufficiente clientela farà senz’altro fatica a coprire il prestito richiesto (così si spiegano le sofferenze). È dunque necessario uscire da questo vorticoso stato di empasse.

Articolo pubblicato il 26 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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