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Quotidiano di Sicilia

L’energy manager è fondamentale ma i Comuni fanno finta di niente
di Bartolomeo Buscema

La figura, prevista dalla legge 10/91, è obbligatoria per i soggetti pubblici o privati grandi consumatori di energia. In Sicilia sono 44 in tutto, appena 12 nella Pa. Così gli sprechi continuano

Tags: Energy Manager



CATANIA - Ai sensi dell’articolo 19 della Legge 10/91, tutti i soggetti consumatori di energia, pubblici o privati, con consumi annui, espressi in tonnellate equivalenti di petrolio (Tep), che superano, per il settore industriale 10.000 tep anno e per gli altri settori (terziario e Pubblica Amministrazione) 1.000 TEP /anno sono obbligati, ogni anno, a effettuare la nomina dell’energy manager.

Ricordiamo che una tonnellata equivalente di petrolio è una quantità di energia termica che corrisponde a quella ottenuta bruciando circa 1.200 metri cubi di gas naturale o trasformando in calore, con una resistenza elettrica, 4.500 kWh elettrici.
Gli energy manager operano in vari settori che spaziano dall’agricoltura, all’industria, al settore residenziale, alla Pubblica amministrazione, ai trasporti. Purtroppo, ancora oggi, molti Enti locali che superano il limite 1000 Tep/anno, non hanno ancora l’energy manager e di conseguenza non hanno una programmazione tesa a ridurre i propri sprechi di energia. L'ultimo rapporto Enea (aggiornato al 31 dicembre 2013) ne censisce appena 12 nella Pubblica amministrazione siciliana. Complessivamente, considerando anche terziario, industria e trasporti, nell’Isola ce ne sono 44.

Ma qual è la funzione di tale figura professionale? Proviamo sinteticamente a tratteggiarla.
Già nella legge n.10 del 1991 fu chiarito che la principale funzione dell’energy manager o, come allora era chiamato, responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, consiste principalmente nella predisposizione di bilanci energetici e nel supporto al decisore sulle scelte da effettuare per utilizzare l’energia in maniera efficiente. L’incarico di responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, può essere svolto sia da un dipendente dell’amministrazione comunale sia da un consulente esterno sia abbia idonea professionalità.

Per diventare energy manager ed essere inseriti in un apposito elenco gestito dalla Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia (Fire) per incarico del ministero delle Attività produttive, occorre essere nominati da uno dei soggetti sopramenzionati, non necessariamente sottoposti all’obbligo.

Oggi, l’energy manager per esercitare in modo efficiente il proprio ruolo nella struttura nella quale agisce dovrebbe:
• conoscere approfonditamente, nell’ambito in cui opera, i consumi finali di energia per settore e le relative fonti di energia primaria, attivando una vera e propria contabilità energetica
• contrattare le migliori condizioni di fornitura dei vettori energetici (gas ed elettricità) nel libero mercato;
• predisporre i necessari programmi di sensibilizzazione alle tematiche energetiche sia per il personale dell’Ente, sia per i cittadini;
• preparare studi di fattibilità e progetti preliminari in campo energetico;
• saper convincere i decisori a realizzare progetti di razionalizzazione energetica anche a lungo termine;
• analizzare e valutare gli eventuali progetti e piani di manutenzione presentati dalle società fornitrici di servizi energia (Esco) nel settore dell’illuminazione pubblica e degli impianti di riscaldamento e raffrescamento degli edifici comunali;
• conoscere le leggi, le norme energetico-ambientali, i bandi nazionali ed europei per individuare opportunità di finanziamenti relativamente a interventi sull’uso efficiente dell’energia e sull’impiego di fonti energetiche rinnovabili.

Sono tutte attività che mostrano come l’energy manager svolge effettivamente un ruolo fondamentale d’interfaccia tra i diversi attori coinvolti, un ruolo che sempre più sarà centrale a causa di un quadro energetico sempre più problematico, soprattutto sul fronte  dell’approvvigionamento energetico e quindi della necessità di risparmiare energia.

Articolo pubblicato il 01 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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