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Giancarlo Trotta: "Vivere secondo regole un guadagno per tutti"
di Raffaella Pessina

Forum con Giancarlo Trotta, Comandante della Guardia di Finanza di Palermo

Tags: Giancarlo Trotta



Possiamo tracciare un bilancio dell'attività portata avanti nel corso del 2014?
“Coerentemente con le direttive che abbiamo ricevuto, l'attività operativa svolta nel 2014 si è mossa lungo tre direttrici fondamentali. Grande attenzione è stata riservata alla lotta agli sprechi di risorse pubbliche, ambito nel quale sono stati conseguiti significativi risultati sia con l'accertamento di illegittime percezioni di finanziamenti comunitari e nazionali che di danni erariali.
Altro fronte è stato quello della aggressione ai patrimoni illeciti accumulati dalla criminalità organizzata. Questi accertamenti si sono conclusi quasi sempre, con la formulazione di proposte di sequestro e confisca di beni mobili e immobili, aziende e disponibilità finanziarie, facendo rientrare nelle disponibilità dello Stato beni per valori molto rilevanti.
Infine, terzo filone su cui abbiamo incentrato la nostra attività è stato quello del contrasto all'evasione e all'elusione fiscale. Molti sono stati i controlli e le conseguenti segnalazioni all'Agenzia delle entrate, e in alcuni casi anche alla Procura della Repubblica competente in caso di evasioni molto consistenti per accertare il reato tributario”.

Quali sono le maggiori criticità del territorio?
“Non vi è occasione pubblica in cui non vengano rimarcate le difficoltà che stiamo vivendo per effetto della crisi economica. Sono sotto gli occhi di tutti i numeri delle aziende che, non avendo più mercato, sono costrette a chiudere i battenti e l'aumento della disoccupazione. I dati statistici della provincia di Palermo confermano questo andamento, anche se si registrano dati confortanti nel settore del turismo che sembra mostrare un certo dinamismo.
È evidente che la difficoltà può spingere le persone a cercare delle ‘scorciatoie’, magari ricorrendo al mondo dell'economia sommersa, laddove ci si può muovere ‘liberi’ da regole e ‘complicazioni’ varie. Lavoro nero ed evasione fiscale ‘totale’ possono, sotto un certo punto di vista apparire come l'unico modo per sopravvivere, in realtà alimentano un regime distorto, i cui effetti negativi li pagano tutti, anche coloro che vi hanno fatto ricorso”.

Ritiene che 'organico di cui dispone sia adeguato alle vostre esigenze?
“In provincia lavorano circa 1200 finanzieri dislocati nei reparti territoriali istituiti nel palermitano. Direi che si tratta di un numero adeguato rispetto ai fenomeni che si registrano in questa area geografica”.

Quali obiettivi pensa si possano raggiungere nel corso del nuovo anno?
“Stiamo continuando a lavorare lungo le tre linee direttrici di cui ho parlato prima. L'obiettivo principale è quello di intercettare i fenomeni più gravi e pericolosi per il corretto funzionamento dei mercati. Evasione fiscale, lavoro nero e ingerenza della criminalità portano ad effetti che vanno oltre il mancato afflusso di denaro nelle casse dello Stato. Le conseguenze sono infatti l'alterazione del regime di libera concorrenza, e i fenomeni distorsivi che portano ad un mancato corretto funzionamento dei mercati. Quindi chi è innovativo e corretto rischia di essere messo fuori mercato da chi, attraverso pratiche illecite, riesce a contenere i costi. Si realizza così, inoltre, anche una lesione dell'ordine democratico. Personalmente credo molto nelle iniziative di prevenzione, come il progetto “Educazione alla legalità”, che svolgiamo presso molti istituti scolastici per far passare il messaggio che vivere secondo le regole conviene a tutti”.
 
Come giudica la collaborazione dei Comuni nella lotta all'evasione fiscale? E' migliorata?
“I Comuni entrano in possesso di informazioni che possono risultare utili al fine di scoprire casi di evasione. Attraverso protocolli di intesa, il flusso di comunicazioni è stato disciplinato e la collaborazione funziona. I fenomeni illeciti difficilmente rimangono confinati entro una ben delimitata area, ma si caratterizzano per la loro trasversalità, per effetto della quale vanno a incidere sulle competenze di diverse istituzioni. Se lo scopo è quello di contrastare l'illegalità, è assolutamente necessario che le prerogative, le professionalità e le competenze delle diverse Istituzioni coinvolte vengano messe a sistema, di modo che il cittadino possa percepire una reazione che sia al tempo stesso efficace, completa e possibilmente rapida. Siamo aperti a qualsiasi forma di cooperazione che ci permetta di fare al meglio il nostro lavoro e realizzare questi scopi”.

Quale è il livello di collaborazione della società nella persecuzione dei reati?
“La percezione circa la convenienza alla legalità sta maturando. Lo dimostrano le segnalazioni dei cittadini ai nostri uffici o al 117 operativo e sempre gratuito. Nel 2014 sono state 1000 le telefonate che hanno dato notizie utili ai fini del servizio”.

Articolo pubblicato il 10 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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