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Obbligo istruzione come optional: Sicilia, isola del futuro che non c’è
di Michele Giuliano

Ok della Regione al decreto di finanziamento: termina la lunga attesa di circa 5 mila potenziali ragazzi . Mariella Lo Bello: “Accaduto ciò che non doveva accadere, ma buoni propositi per il 2016”

Tags: Scuola, Istruzione, Formazione, Mariella Lo Bello



PALERMO - Mese di marzo e solo ora i corsi dell’obbligo di istruzione e formazione cominciano a mettersi in moto. Dalla Regione è arrivato il decreto di finanziamento (atteso in questi giorni con copertura finanziaria cert) ma ancora una volta per i ragazzi in età di obbligo che hanno conseguito il diploma di scuola media inferiore (dai 1 ai 16 anni, ndr) è stato palesemente calpestato un diritto: quello per l’appunto di seguire un’attività formativa. In pratica avrebbero dovuto cominciare già a settembre, in coincidenza con l’avvio delle attività scolastiche, ed invece nulla di tutto questo.
 
Scenario che in realtà si verifica di anno in anno. In barba alla circolare del ministero dell’Istruzione del 30 dicembre del 2010 numero 101, all’articolo 1 che recita: “L’istruzione sia impartita per almeno 10 anni e riguarda la fascia di età tra i 6 e di 16 anni”. Forse ovunque in Italia ma non in Sicilia dove tutto ciò che riguarda l’emisfero della formazione finisce per distorcersi, anche quando questa deve essere obbligatoria. Succede così che con una Regione cronicamente al verde, anche a causa di sprechi senza fine, si possa verificare che resti ferma al palo l’istruzione obbligatoria, che in realtà nell’isola di obbligatorio forse ha solo il nome e poco altro. Sino ad oggi sono rimasti fermi in attesa 5 mila potenziali ragazzi in età di obbligo scolastico.
 
L’assessore regionale alla Formazione, Mariella Lo Bello, non trova scusanti: “Quest’anno – afferma - è accaduto qualcosa che non doveva accadere, nel senso che abbiamo avuto un ritardo burocratico dall’atto di registrazione alla Corte dei conti del decreto nazionale. Non avevamo risorse regionali per anticipare le somme così come accaduto lo scorso anno. Dal prossimo anno faremo in modo che i ragazzi comincino a studiare a settembre, in coincidenza con l’avvio delle attività scolastiche”. “In questo lasso di tempo abbiamo mandato numerose sollecitazioni al presidente della Regione ed all’assessore al ramo, - rivela Piero Quinci dell’associazione Città Solidale, tra quelle che curano proprio l’obbligo di istruzione – un appello al presidente della Repubblica, persino una denuncia alla Procura ma non abbiamo ottenuto uno straccio di risposta”.
 
Una vera beffa in una Sicilia assetata di lavoro ma soprattutto di determinate figure specializzate che sono ricercate e che non si trovano: ad esempio i cuochi, oppure gli elettricisti e i meccanici. “E’ una cosa vergognosa aspettare un anno e mezzo per andare a scuola e specializzarsi nella speranza di potere trovare una collocazione nel mondo del lavoro” denuncia uno dei potenziali corsisti in attesa della partenza delle attività.
 
“Io mi sveglio la mattina senza fare nulla, io voglio invece andarmi a formare per costruirmi un futuro” gli fa eco un altro ragazzo in età di obbligo formativo. Problemi in realtà non nuovi per la Sicilia dove questi corsi non partono mai in contemporanea alle scuole, così come dovrebbe essere: e i giovani attendono invano un futuro che non c’è.
 

 
Formazione. Accrediti enti ed ex sportellisti: servono risposte
 
PALERMO - Nella formazione i problemi non si limitano solo all’obbligo scolastico. Ci sono da risolvere i nodi ad esempio sull’esclusione di alcuni enti a cui è stato revocato l’accredito per alcune presunte irregolarità rilevate dalla Regione che hanno però vinto il ricorso al Tar. L’ultimo braccio di ferro in tal senso è stato vinto dall’Enaip Asaform, uno dei più grandi enti siciliani: “Non bastano – sostiene Giovanni Lo Sciuto, componente della Commissione Cultura e Lavoro all’Ars – le dichiarazioni dell’assessore alla Formazione professionale, Mariella Lo Bello, rilasciate in merito ad un possibile reintegro dei 230 lavoratori dell’Enaip Asaform. Servono fatti e non parole”. A questo si aggiunge l’incertezza sulla prosecuzione lavorativa di circa 1.750 operatori ex sportelli multifunzionali alle prese con la dichiarazione dell’assessore al Lavoro Bruno Caruso che ha allargato le braccia ai lavoratori che chiedevano una conferma sul futuro. “L’assessore Bruno riferisca in Commissione Lavoro – riferisce Lo Sciuto – anziché rilasciare dichiarazioni in giro per la Sicilia e dribblando il Parlamento siciliano. Chiarisca qual è l’intendimento della Regione sull’utilizzo delle risorse del piano Garanzia Giovani”.

Articolo pubblicato il 12 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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