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Momento di “evoluzione” per il settore dell’editoria
di Redazione

Maurizio Costa, presidente Fieg: “La lettura dei giornali è in crescita”

Tags: Editoria, Fieg, Maurizio Costa



ROMA – Quello dell’editoria è un settore “in evoluzione”, che attraversa una grave crisi ma non è “in via di estinzione” o diretto verso una “fine ineluttabile”. Queste le parole del presidente della Fieg, Maurizio Costa, intervenuto nel corso del dibattito “L’Editoria nell’era digitale: tutela dei diritti e nuove opportunità di mercato”, organizzato dalla Federazione italiana editori giornali a margine della presentazione del libro di Rubén Ruzzante, “Informazione: istruzioni per l’uso”.

Costa, dati Audipress alla mano, ha evidenziato come “per la prima volta la lettura dei giornali è in crescita, con oltre 30 milioni di italiani che leggono i quotidiani e 46 milioni che complessivamente leggono i periodici”.

Il presidente della Fieg ha quindi richiamato l’attenzione sul fatto che chi fa certi ragionamenti su un settore destinato al declino “confonde il contenuto con il contenitore” e dunque vede “la riduzione della forma cartacea senza cogliere l’evoluzione dell’editoria in formato digitale”. A fronte di questa trasformazione, Costa si è poi soffermato sulla “importanza dell’editoria e del giornalismo di qualità”. Inoltre, ha posto l’attenzione sul tema del diritto d’autore, definito “fondamentale”, sulla “modernizzazione delle attività editoriali” e sul “sistema della distribuzione”, sottolineando come i tempi siano “maturi per un progetto di lungo periodo”.

Sull’era digitale e sui pericoli a essa collegati è poi intervenuto il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, secondo cui è importante contrastare il rischio che si verifichi “uno tsnunami di informazioni e di dati perenne e continuamente alimentato”, con il rischio “di travolgere gli utenti, sia come soggetti che accedono alle informazioni sia come soggetti ai quali le informazioni si riferiscono”.

Fondamentale, per Pitruzzella, ricorrere a “strumenti adeguati per verificare e assicurare la fondatezza e la veridicità delle informazioni, per contestualizzarle, per comprenderle nella loro evoluzione storica”. 
In questo contesto, Costa ha puntato il dito contro Google, accusato di detenere “lo scettro della opacità” nel web, regno della trasparenza. “Il suo algoritmo – ha affermato il presidente Fieg - è oscuro e il fatturato pubblicitario che realizza in Italia è anch’esso oscuro”.

“Ben vengano Google e Facebook - ha concluso - ma è necessario che rispettino le regole”.

Articolo pubblicato il 12 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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