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Gli imprenditori abbandonano la terra
di Roberto Pelos

Settore ancora in crisi, quello dell’agricoltura in Sicilia, secondo l’ultimo numero di Agrosserva, trimestrale di analisi di Ismea. La nostra Isola quella con le diminuzioni più significative (-3,1%) dopo Friuli, Liguria, Marche e Campania

Tags: Agricoltura, Crisi, Economia



ROMA – Si registrano piccoli segnali di ripresa nell’agricoltura italiana che riguardano, tra l’altro, l’evoluzione delle dinamiche occupazionali, migliorata rispetto a quella dell’occupazione nazionale e l’andamento dell’export agroalimentare, più sostenuto in confronto alla dinamica generale delle esportazioni italiane.

Si tratta di spiragli ancora insufficienti, per parlare di un reale cambiamento, ma sono comunque di buon auspicio. I dati negativi riguardano la nati-mortalità delle imprese agricole e i bassissimi livelli di redditività delle stesse oltre ai costi di produzione troppo elevati e alla pesantezza della domanda interna causata dalla crisi dei consumi alimentari. E’ il quadro che emerge dall’ultimo numero di “Agrosserva”, il trimestrale di analisi e previsioni di Ismea per la filiera agroalimentare, riguardante l’ultimo trimestre 2014.

Dal rapporto si evince come, riguardo all’andamento della imprese agricole a livello territoriale, la Sicilia sia tra le regioni dove si registrano i cali più sostenuti (-3,1%). La nostra terra viene dopo il Friuli Venezia Giulia (-6,9%), la Liguria, (-4,2%), le Marche (-3,6%), la Campania (-3,2%), mentre se si guardano le variazioni assolute, in Sicilia le riduzioni della base imprenditoriale sono più consistenti (-2.612 unità), come in Campania (-2.066) e in Puglia (-2.078). La Sicilia è una delle regioni in cui, nell’ultimo trimestre 2014, si è assistito ad una forte riduzione dello stock d’imprese (-1,0%); sono andate peggio le Marche (-1,1%) e il Friuli Venezia Giulia (-1,4%).

Nell’industria alimentare, guardando le variazioni assolute, si sono registrati segnali positivi nell’arco dell’anno. Infatti subito dopo la Lombardia (+141 unità) spicca la Sicilia (+134), mentre, a livello di macro-aree nell’ultimo trimestre 2014, la nostra regione è stata tra quelle che hanno subìto una maggiore riduzione del numero d’imprese insieme alla Calabria (-0,2% in entrambi i casi); peggio l’Emilia Romagna (-0,3%) e la Val d’Aosta (-0,7%). Dopo la Sicilia, secondo il rapporto, vengono il Veneto e il Friuli (in entrambi i casi si registra il -0,1%). Riguardo alle condizioni meteorologiche, negli ultimi mesi sono state caratterizzate al Meridione da un deficit idrico con precipitazioni inferiori alla media.

Nell’ultimo trimestre 2014, inoltre, eventi alluvionali, grandinate e trombe d’aria hanno colpito la stessa Sicilia, la Calabria e la Puglia, causando danni alle coltivazioni. Analizzando le stime raccolte per le principali produzioni agricole, nell’ultimo trimestre 2014, riguardo alla Sicilia si pensa ad una riduzione del 15-20% nella produzione di arance bianche negli areali delle varietà precoci, mentre riguardo alle Arance Rosse Ipg è previsto un calo del -30% soprattutto nelle zone delle varietà tardive.
Chiudiamo con un cenno all’indice dei prezzi dei prodotti acquistati dagli agricoltori in Italia nell’ultimo trimestre 2014, diminuito, secondo l’Istat, dell’1,3% rispetto al trimestre precedente, mentre l’indice dei prezzi dei prodotti venduti dagli agricoltori è aumentato del 3,6% sul trimestre precedente.
 

 
Le imprese giovanili incidono per 9,4%
 
ROMA – Le imprese femminili agricole in Sicilia, da quanto emerge dai dati riportati nel rapporto, alla fine del 2014 hanno avuto un’incidenza del 30,7%, le imprese giovanili un’incidenza del 9,4%, le imprese straniere del 2,3%. Per numero di imprese giovanili “Agrosserva” vede la Sicilia ai primi posti. La nostra regione è quarta (9,4%) dopo la Val d’Aosta (10,9%), la Calabria (10,8%) e la Sardegna (9,9%). Anche se questo tipo di imprese, nell’arco del 2014 ha fatto registrare un saldo negativo che corrisponde ad una diminuzione del -6,2%, nell’ultimo trimestre il numero delle imprese giovanili è aumentato di 750 unità, grazie soprattutto alla Calabria (+3,8%), alla Sardegna (+3,6%), al Trentino Alto Adige (+3,3%). Tutte le regioni italiane comunque, nell’ultimo trimestre dell’anno appena trascorso, hanno raggiunto dei buoni risultati in tal senso. Le imprese agricole femminili sono diffuse principalmente al Centro-Sud del Paese, soprattutto in Molise (39,3%), in Campania (36,7%) e in Abruzzo (36,0%). Si assiste infine, in tutta Italia, ad un incremento delle imprese straniere, che si stanno facendo strada, in quanto sono aumentate nel totale di 330 unità. Soprattutto in Veneto, da ottobre a dicembre 2014, sono aumentate di 32 unità (+3,5%); seguono Toscana, Sardegna e Lazio.

Articolo pubblicato il 17 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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