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Quotidiano di Sicilia

Probabile addio al test per i corsi meno gettonati
di Desirée Miranda

Al vaglio dell’UniCt l’immatricolazione libera per l’a.a 2015/2016. Lo scopo è evitare alle matricole esami di pura formalità

Tags: Giacomo Pignataro, Test, Università, Unict



CATANIA - L'università di Catania aprirà le porte a tutte le aspiranti matricole? Sembra proprio una possibilità realista a partire dal prossimo anno accademico dal momento in cui nei giorni scorsi i vertici dell'Ateneo, dal rettore Giacomo Pignataro alla delegata alla didattica Bianca Lombardo, ne hanno discusso insieme ai direttori dei dipartimenti, numeri statistici riferibili alle matricole alla mano. Una buona notizia dunque per tutti quegli studenti che ogni anno, già in piena estate, sono dovuti tornare sui libri per preparasi ai test universitari e armati di pazienza e bollettino che attestasse il pagamento dei 40 euro richiesti dall'ateneo per la partecipazione al test di ogni corso di laurea, hanno dunque rinunciato a parte delle loro vacanze.

Dal prossimo anno accademico sembra che le cose possano cambiare. Non solo già lo scorso gennaio il ministro dell'istruzione e della ricerca, Fabio Mussi, ha sottolineato l'esigenza di aumentare il numero dei laureati in Italia, troppo pochi rispetto alla media nazionale, per cui ha addirittura pensato a una legge per impedire il dilagare del numero chiuso nelle università, l'Università di Catania è l'unico ateneo in Italia che ha imposto l'accesso programmato a tutti i corsi di laurea.
 
Si tratta certamente di una vittoria per gli studenti, ma che comunque non comporta l'apertura di tutti i corsi di studio dell'Università di Catania. Oltre a quelli con accesso programmato a livello nazionale quali medicina, veterinaria o professioni sanitarie, solo per fare qualche esempio, per i quali non cambierà nulla, vanno considerati anche alcuni corsi per cui il test di ingresso sembrerebbe essere fondamentale per potere avere la certezza di offrire agli studenti iscritti i giusti servizi.

Si tratta dei corsi come Economia, Scienze della formazione e Lingue dove c’è rapporto squilibrato tra domanda e offerta. Altri corsi, invece, e sono questi che probabilmente verranno dichiarati liberi dal prossimo anno accademico, non soffrono di sovraffollamento.

L’esame di accesso dunque, non solo diventa una formalità, dal momento in cui sono stati ammessi anche studenti che hanno totalizzato punteggi pari o prossimi allo zero nei test di ingresso, ma rappresenta una tassa aggiuntiva per lo studente interessato.  Dal prossimo anno accademico dunque, quello che da molti è stata considerata un ostacolo al diritto alla studio verrà probabilmente abolito, seppure dall'Ateneo frenano gli entusiasmi in quanto non c'è ancora una decisione definitiva. “Si sta procedendo ad una valutazione, da parte dei dipartimenti, delle modalità di ammissione per l’a.a. 2015-2016, prendendo in considerazione l’ipotesi di avere un ingresso non programmato per alcuni corsi di studio. Alla fine di questo momento di valutazione, nelle prossime settimane gli Organi di governo dell’Ateneo assumeranno le decisioni definitive in materia di procedure per l’iscrizione e l’immatricolazione ai corsi di studio”, fa sapere il rettore Giacomo Pignataro.

Articolo pubblicato il 18 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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