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Quotidiano di Sicilia

Giornate Fai di primavera, presentata la 23a edizione
di Antonio Privitera

Sabato 21 e domenica 22 marzo l’Italia apre i siti culturali alle visite dei cittadini

Tags: Fai, Cultura



PALERMO - Sabato 21 e domenica 22 marzo va in scena sul palcoscenico culturale italiano le attese giornate Fai di primavera, la storica manifestazione del Fai che è giunta alla 23° edizione che ha finora coinvolto oltre 7.800.000 italiani. Una grande festa di piazza dedicata ai beni culturali, un’occasione unica per scoprire luoghi solitamente inaccessibili.

Chiese, ville, borghi, palazzi, aree archeologiche, castelli, giardini, archivi musicali; sono oltre 780 i luoghi aperti con visite a contributo libero in 340 località in tutte le Regioni, grazie all’impegno e all’entusiasmo delle Delegazioni e dei volontari FAI. Quest’anno le giornate Fai di primavera chiudono la campagna “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, la settimana di raccolta fondi dedicata dalla Rai ai beni culturali in collaborazione con il Fai. Fino al 22 marzo saranno infatti raccontati luoghi e storie che testimoniano la varietà e l’unicità del nostro patrimonio attraverso una maratona televisiva a supporto della raccolta che contribuirà al recupero del nostro patrimonio artistico e paesaggistico. In occasione delle “Giornate Fai di primavera” di giorno 21 e 22 marzo, anche le varie delegazioni siciliane si preparano ad accogliere il più importante appuntamento annuale del Fondo ambiente Italia.
 
Vastissimo il programma che vedrà susseguire visite e iniziative collaterali per tutta l’Isola. Ad esempio,  a Marsala le Saline saranno protagoniste per il quarto anno consecutivo di visite itineranti. Poi grande protagonista sarà la città di Palermo e i comuni dei gruppi Fai di Bagheria, Castelbuono, Caccamo, Corleone e Piana degli Albanesi. I siti verranno aperti al pubblico con un contributo libero a partire da 2 euro.

Rita Cedrini, capo delegazione Fai Palermo, dichiara: “Si tratta di una giornata ideale per visitare con gli occhi e con il cuore quei siti che raccontano la storia del nostro territorio. A Palermo, la delegazione aprirà quei siti che solitamente siamo abituati a conoscere per la loro funzione istituzionale, come le sedi regionali della Banca d’Italia e della Rai, Villa Pajno, residenza privata del Prefetto, o didattica, come le due sedi dell’Accademia di Belle Arti. Ricco anche il programma delle aperture in provincia, curate dai gruppi Fai”.Rita Cedrini poi aggiunge: “Per fare qualche esempio a Corleone sarà aperto l’Eremo di San Bernardo che sovrasta il centro abitato, carcere medievale oggi sede della comunità dei Frati Minori Rinnovati. A Caccamo saranno aperte al pubblico, dopo più di 40 anni, le antiche prigioni del Castello.

E ancora a Piana degli Albanesi la collezione dei ricami in oro dei paramenti sacri di rito bizantino, il magnifico Castello dei Ventimiglia a Castelbuono, la chiesa del Santo Sepolcro a Bagheria e tanti altri siti ancora”.

Articolo pubblicato il 19 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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