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Messina - Servizi sociali, problemi e soluzioni nella relazione del Garante infanzia
di Lina Bruno

“Crescendo” si occuperà della fascia debole della società, riorganizzando le circoscrizioni di ogni quartiere. Prevista anche la mappatura delle risorse istituzionali, private e volontarie

Tags: Messina, Infanzia, Adolescenza



MESSINA - Un territorio di 211 Km con 48 villaggi dove manca una moderna pianificazione dei servizi sociali, un contesto complicato dove ad essere penalizzati sono le fasce deboli in particolare i minori. Maria Baronello, Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Messina nella relazione consegnata lo scorso dicembre fa un analisi delle criticità di un sistema che sembra ormai cristallizzato ma insieme ai problemi, l’assistente sociale e docente universitaria, lancia proposte e suggerisce soluzioni tenendo conto dei limiti dell’Ente locale ma anche delle energie inespresse di cui il territorio dispone.

Il progetto “Crescendo” che Maria Baronello ha proposto all’assessore Nino Mantineo nasce per potenziare la presenza del servizio sociale comunale nelle sedi di circoscrizione e dà, in un certo senso, anche un indirizzo al dibattito in corso sull’organizzazione e attivazione di alcuni uffici, come quello di Segretariato, che già la legge 22/86 prevedeva.
 
E’ difficile immaginare una riorganizzazione del Dipartimento di Palazzo satellite senza un incremento del numero degli assistenti sociali che in questo momento al Comune sono solo 18 di cui quattro part time (a Palermo e Catania sono oltre 100), professionalità che dovrebbero garantire il buon funzionamento dei servizi, la presa in carico degli utenti, la programmazione e la valutazione. “Il progetto “Crescendo” prevede l’utilizzo nelle sei circoscrizioni di assistenti sociali, una per quartiere, per otto ore settimanali, - spiega Maria Baronello - per supportare tutte quelle azioni rivolte ai minori segnalati dall’Autorità giudiziaria ma anche dall’Asp, dalla scuola, dalle associazioni e in carico al Comune.

Prevista anche la ricognizione e mappatura delle risorse istituzionali, del privato sociale e del volontariato e l'attivazione del segretariato sociale rivolto ai cittadini del quartiere e in particolare alle famiglie con minori. Il costo, che per un anno di servizio si aggira intorno a 40 mila euro, è legato alle tariffe orarie degli assistenti sociali secondo parametri nazionali”. Il progetto è stato accolto positivamente nelle Circoscrizioni dove Maria Baronello ha avviato gli incontri. “Abbiamo dato la nostra disponibilità al Garante per l’infanzia anche per altre iniziative- ha ribadito il presidente della quarta circoscrizione Francesco Palano Quero- in merito al progetto Crescendo faremo una commissione per deliberare”.

Interessato alla nascita di un servizio sociale nei quartieri è Santi Interdonato, consigliere della terza circoscrizione, che però prospetta tempi non troppo brevi per la realizzazione. La quinta circoscrizione ha invece precorso i tempi del progetto in discussione e da alcune settimane ha attivato uno sportello di assistenza legale, sociale e di mediazione culturale con il contributo volontario di professionisti. Una risposta alle esigenze di un territorio caratterizzato da enormi sacche di disagio sociali che si è ritrovato ad affrontare i problemi della convivenza con i migranti del PalaNebiolo e della Sprar di Villa Lina. Si è pronunciato positivamente sul progetto il consiglio della seconda circoscrizione che ha già inviato all’assessorato alle politiche sociali la delibera di indirizzo esitata.”

La presenza del servizio sociale in un quartiere come il nostro - dice il presidente Antonino Zullo - può servire ad affrontare e trovare una via d’uscita alla marginalità in cui vivono interi rioni”. L’assessore Nino Mantineo ritiene possibile la realizzazione del progetto Crescendo, ne sposa il principio e una volta avute le delibere delle sei circoscrizioni porterà la proposta in Giunta.
“La spesa prevista per un anno, 40 mila euro, non è proibitiva ma l’attivazione del segretariato sociale nelle circoscrizioni potrebbe essere un modo per ricollocare i 12 lavoratori in esubero da Casa Serena ma a quel punto i costi sarebbero molto più alti quindi stiamo valutando con il dipartimento le possibili soluzioni”.

Articolo pubblicato il 20 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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