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Catania - Scoperto il vaso di Pandora delle corse clandestine di cavalli
di Chiara Borzì

Video finisce su youtube, denunciate due persone accusate di maltrattamento di animali. Le competizioni malavitose si sono trasferite sulle strade del centro

Tags: Catania, Cavalli, Corse Clandestine, Mafia



CATANIA - Catania scopre un proprio vaso di Pandora, quello delle corse clandestine di cavalli svolte in città. Una novità che novità non è. I fatti e le cronache che riguardano questo fenomeno sono perfettamente conosciute e nessuno in città si stupisce più sentendone parlare. Per questo suo "primato" Catania è stata recentemente definita la "capitale delle corse clandestine" dal programma "Vice" di Sky.

Tutta la città è coinvolta nel circuito, ma in particolare lo sono i quartieri popolari del centro e le periferie, luoghi dove le corse sono considerate una tradizione. Nonostante questi elementi fino ad oggi le Istituzioni non hanno sentito particolare esigenza d'intervento, tranne in qualche caso sporadico, sebbene il contesto delle gare, le strade in cui si svolgono, le scommesse che vi girano attorno e le condizioni pietose a cui sono costretti gli animali siano più che note.

A fare da spartiacque è stato un video diffuso tramite youtube che racconta l'ennesima corsa clandestina disputata non in periferia, ma nelle vie cittadine, questa volta nel centralissimo viale Ulisse. Una spavalderia costata cara ad alcuni dei partecipanti, identificati e denunciati dalla Polizia di Stato.

Librino, San Cristoforo e lunghi viali del centro, come viale Mario Rapisardi, senza escludere le vie che portano fin sull'Etna, sono solo alcune delle "piste" che ospitano le pericolosissime corse clandestine. La convivenza con i cittadini è ormai tacita, piuttosto cresce la schiera degli appassionati. La misura sembra ora colma e l'amministrazione comunale ha scelto finalmente di scendere in campo iniziando di fatto una battaglia inedita per Catania e che vedrà impegnate anche le forze di polizia municipali e la Polizia a cavallo.

"Ho più volte parlato - ha detto il sindaco Enzo Bianco - dell'imbarbarimento di questa città causato dall'abitudine all'assenza di regole. La battaglia più importante che combattiamo, non solo come amministrazione, ma come città è quella per tornare al recupero del senso civico dopo anni di permissivismo. Questo filmato è la testimonianza di quanto certe persone si considerino impunibili. Contro questa mentalità devono battersi non soltanto le forze dell'ordine ma anche tutti i Catanesi onesti".
Ad appena 24 ore dall'annuncio è scattata la denuncia per due persone accusate di maltrattamento di animali. I poliziotti della squadra a cavallo stanno, inoltre, indagando per identificare altre persone coinvolte nella corsa e i numerosi giovani privi di casco che la seguivano in sella ai loro scooter, che saranno multati.

Nel contesto delle corse clandestine preoccupa il legame con la malavita, che seppur non ancora dimostrato formalmente costituisce più di un sospetto. "E' facile intuire che il sistema malavitoso gestisca le competizioni - ha dichiarato poche settimane fa a Sky il pm Amedeo Bertone - sul piano degli elementi concreti, in questo momento, non si è però in grado di poter delineare come. C'è una partecipazione emotiva alle corse, ma c'è anche una partecipazione legata alla prospettiva di guadagni notevoli". Per chi corre e per chi partecipa, infatti, le corse sono fonte di introiti da migliaia di euro. Le puntate sulle singole competizioni spaziano dai 50 ai 500 euro, spingendosi ai 2 mila euro e i 10 mila euro a persona.

Articolo pubblicato il 20 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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