Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Si rafforza "Mare sicuro" dopo l’attentato in Tunisia
di Redazione

Misure di sicurezza annunciate dal ministro della Difesa in Parlamento

Tags: Mare Sicuro, Tunisia, Is, Terrorismo



ROMA - Incursori della Marina militare, compagnie di fucilieri del San Marco, quattro navi tra cui unità dotate di attrezzature sanitarie ed elicotteri, aerei senza pilota Predator dell’Aeronautica per la sorveglianza dal cielo: questa, apprende l’Adnkronos, la fisionomia della operazione ‘Mare Sicuro’ che sta prendendo forma nelle pianificazioni ormai in fase di avanzata elaborazione presso gli stati maggiori.

Si concretizzerà così, con un gruppo navale di cui faranno presumibilmente parte una nave da sbarco della classe San Marco o San Giusto, una o più fregate e cacciatorpedinieri, in tutto un migliaio di militari italiani, il "potenziamento del dispositivo aeronavale dispiegato nel Mediterraneo centrale" annunciato ieri in Parlamento dal ministro della Difesa Roberta Pinotti dopo l’attentato in Tunisia.

Il compito assegnato alle unità navali e agli assetti aerei sarà quello di incrementare il dispositivo di sorveglianza davanti alle coste del Nord Africa. Si punta così ad assicurare un più rapido intervento in caso di necessità per la tutela di connazionali in pericolo e per la sicurezza di infrastrutture di interesse nazionale come aziende e piattaforme petrolifere italiane situate nelle aree a rischio.

In tutto dovrebbero essere quindi impegnati circa mille militari, che andranno ad aggiungersi ai 3.900 soldati che, sul territorio italiano, prendono parte in questi mesi all’analoga operazione ‘Strade Sicure’ per la vigilanza degli obiettivi sensibili a rischio di attentato terroristico. Non si tratterà comunque, precisano fonti qualificate, di un blocco navale ma di una missione operativa per innalzare il livello di vigilanza e di sicurezza in mare.

Non è escluso infine che a questo scopo si possa far ricorso alle unità navali già impiegate in queste settimane nell’esercitazione ‘Mare Aperto 2015’ di fronte alle coste libiche in una serie di attività addestrative nei settori della sicurezza marittima, della difesa aerea e delle contromisure antisommergibile.
Intanto, a due giorni dall’attacco al Museo del Bardo, i tunisini hanno celebrato ieri il 59esimo anniversario dell’indipendenza con manifestazioni e iniziative in varie zone del Paese.

Il bilancio italiano della strage: quattro morti e undici feriti, tra cui uno grave, nell'attentato costato la vita a 23 persone, tra cui 19 stranieri e 2 attentatori, più decine di feriti. Si tratta di due donne, Antonella Sesino, 54 anni, dipendente del Comune di Torino, e Giuseppina Biella, una settantenne di Meda, vicino a Monza, che era in vacanza in Tunisia insieme al marito, che si aggiungono al torinese Orazio Conte, informatico di 54 anni, e Francesco Caldara, pensionato di Novara in vacanza con la compagna, che è rimasta ferita. Degli undici italiani feriti, uno è in gravi condizioni.

Articolo pubblicato il 21 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus