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Italkali tra polemiche e nuove commesse
di Calogero Conigliaro

Esposto alla Corte dei Conti dell’ex assessore dell’Economia, Gaetano Armao, sulla vendita della quota detenuta dalla Regione. Vendute circa 200 mila tonnellate di salgemma per uso industriale e sicurezza a committente Usa

Tags: Italkali, Kainite, Gaetano Armao, Corte Dei Conti



PORTO EMPEDOCLE – Non conosce pace la vicenda sulla cessione ai privati delle quote della Regione delle proprie azioni della società Italkali, leader nel campo dell’astrazione mineraria dei sali potassici. Una questione che si arricchisce di un vero e proprio colpo di scena con l’ex assessore all’Economia, Gaetano Armao, che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti sull’annosa vicenda.
 
Secondo il politico bisognerebbe comprendere perché “le procedure per la dismissione nel 2012 furono inopinatamente interrotte”, con il risultato che oggi a causa della decadenza della partecipazione della Regione imposta dalla legge di stabilità i soci privati che detenevano il 49% delle quote di capitale, possono a loro modo di vedere acquistare il pacchetto di maggioranza, con appena 3 milioni di euro. Ed all’esposto di Armao si somma anche l’intervento della Cgil che, con un comunicato stampac ha espresso tutta la sua perplessità.
 
“Siamo certamente d’accordo sul fatto che la Regione debba uscire da questa partecipata – ha spiegato al QdS Massimo Raso, segretario provinciale della Cgil di Agrigento – quello che non riusciamo proprio a comprendere è il perché di un capitale stimato secondo alcuni in 20 milioni di euro, debba essere ceduto ai privati per appena 3 milioni. Stando così le cose ci troveremmo dinnanzi un bel regalo che le casse della Regione non possono permettersi di fare. Vogliamo per tale ragione comprendere cosa sia avvenuto realmente e capire le motivazioni di questa svendita di una delle aziende più produttive della nostra isola”.

Intanto, dal ragioniere generale della Regione arriva la dichiarazione che il termine di cessione indicato nella legge sia “ordinativo” e “non perentorio” e per tale ragione la stessa Regione ha chiesto un parere all’ufficio legislativo e legale di cui si attende l’esito. Secondo l’assessorato all’Economia il patrimonio nominale si aggirerebbe intorno ai 6 milioni di euro, ma la cessione dovrebbe avvenire secondo le stime di mercato.

L’Italkali ha presentato un nuovo piano industriale solo poche settimane fa, mirante alla creazione di una nuova industria per la trasformazione della kainite nel fertilizzante solfato di potassio, grazie al minerale estratto nella miniera di Realmonte, un investimento dal valore di 260 milioni di euro e che dovrebbe creare circa 300 posti di lavoro tra industria e indotto, ma che necessita ancora della autorizzazioni Regionali e di un accordo con il Comune di Realmonte che per l’eccessiva vicinanza del sito previsto, ha ribadito in più occasioni la propria perplessità.

Mentre sempre dall’area dell’agrigentino arriva la buona notizia di una commessa di circa 200 mila tonnellate di salgemma per uso industriale e di scongelamento delle arterie siglato con un committente degli Usa e che vedrà nel porto empedoclino, l’arrivo di grandi navi mercantili con capacità di carico di circa 20 mila tonnellate. Navi dalla grandezza così considerevole per cui il pilota del porto avrebbe consigliato alla capitaneria l’uso di due rimorchiatori per l’ormeggio al posto di uno solo come sempre avvenuto nell’area portuale empedoclina. Quindi buone notizie da un’azienda che si è rilevata in questi anni, capace di competere nel mercato globale, nonostante gli interrogativi sulla dismissione della Regione che stanno registrando in queste ore diverse prese di posizione, terminate appunto nell’esposto presentato alla Corte dei Conti.
 

 
Cracolici (Pd): bloccare la svendita, serve un bando internazionale
 
PALERMO - “Bisogna bloccare quella che, di fatto, rischia di essere una vera e propria ‘svendita’ dell’Italkali, una delle più importanti realtà europee per estrazione, lavorazione ed esportazione del salgemma con ricavi che si attestano a circa 90 milioni annui. Se la Regione vuole vendere le proprie quote, questo non può avvenire tramite una ‘semplice decisione’ del Cda e la cessione al socio di minoranza: serve prima una attenta valutazione del valore della società, e, soprattutto, serve un bando internazionale”. Lo dice Antonello Cracolici, parlamentare regionale del Pd, che ha presentato una interrogazione all’Ars. Nell’atto parlamentare si fa riferimento alla legge di stabilità nazionale che prevede la dismissione delle quote della Regione. “Innanzitutto - dice - l’applicazione della norma appare discutibile poiché agirebbe su ambito di competenza specifica della Regione. In ogni caso vi sono norme regionali che intervengono in materia di cessione di quote regionali nelle partecipate non ancora attuate perché in attesa della valutazione da parte dell’advisor del valore delle azioni”. Secondo Cracolici la decisione del Cda di avviare le procedure di dismissione della partecipazione della Regione “non può avere alcun valore giuridico”.

Articolo pubblicato il 25 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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