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Quotidiano di Sicilia

Aliquota Iva ridotta sui libri digitali, l’Ue sanziona Francia e Lussemburgo
di Michela Forastieri

Il comma 667 della legge di stabilità n. 190 del 23 dicembre 2014 ha incluso pure gli e book. L’Italia deve fare marcia indietro per non rischiare anch’essa una procedura d’infrazione

Tags: E-book, Iva, Unione Europa



PALERMO - Brutte notizie per gli e-book. L’Unione Europea non ammorbidisce la sua posizione che esclude dall’agevolazione i libri in formato elettronico.

Come sappiamo, per molti anni la normativa Iva italiana, uniformandosi alle direttiva comunitarie, ha tenuto completamente distinti i prodotti editoriali su supporto cartaceo da quelli digitali e in formato elettronico.

Sulla base di questo principio, solo le pubblicazioni periodiche ed i libri  aventi supporto “cartaceo” hanno potuto fruire della riduzione dell’aliquota (4%) e del regime speciale per l’editoria (sistema monofase con applicazione dell’Iva a cura dell’editore).
Senonchè, una direttiva del Consiglio Europeo del 2009 ha incluso tra i beni agevolabili anche i libri “su qualunque tipo di supporto fisico”. Conseguentemente, l’Agenzia delle entrate, con risoluzione n. 223 del 13 agosto dello stesso anno, ha ritenuto di potere estendere l’aliquota del 4 per cento ai libri “in digitale” (CD ROM). Poi, l’anno scorso, con la circolare n. 23 del 24/7/2014, la stessa Agenzia è andata oltre, ritenendo di potere applicare agli stessi prodotti (i libri in digitale) anche il regime speciale, a condizione, però, che i supporti contenessero il “prezzo di copertina” così come previsto dalla legge.

Vale la pena di evidenziare che sia l’aliquota ridotta sia il regime speciale sono stati ritenuti applicabili solo ai libri e non alle altre pubblicazioni. Continuavano a restare  esclusi dall’agevolazione, in ogni caso,  i libri in formato elettronico (e-book).
 Questi ultimi, in verità, non hanno mai trovato nell’Unione Europea molta attenzione. Probabilmente perchè considerati solo come “servizi elettronici” e non come veri e propri “libri”, capaci di soddisfare l’esigenza del lettore nella stessa maniera in cui lo soddisfa il libro cartaceo o in CD.

Con la recente legge di stabilità, però, il nostro legislatore ha avuto coraggio e, puntando sul concetto di libro che prescinde dal suo formato, ha previsto l’aliquota del 4% anche per gli e-book, sfidando forse l’Unione Europea.

Il comma 667 dell’articolo unico della legge 23 dicembre 2014 n.190 ha stabilito, infatti, che  “Ai fini dell’applicazione della tabella A, parte II, numero 18), allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono da considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica”.
Finora è andato bene.

Giungono, però, purtroppo, notizie negativa dalla UE. Più in particolare si ha notizia che la Corte di Giustizia, accogliendo i ricorsi della Commissione Europea, ha bocciato l’aliquota ridotta sui libri in formato elettronico da tempo applicata dalla Francia e dal Lussemburgo.

Una decisione, quella Europea, molto contestata. Si spera, comunque, in una revisione generale della normativa comunitaria sull’editoria, sperando che tale revisione giunga prima che anche l’Italia venga raggiunta da una procedura d’infrazione come quella che ha interessato la Francia ed il Lussemburgo.

Articolo pubblicato il 25 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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