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Quotidiano di Sicilia

“Neanche i politici cattolici seguaci di Luigi Sturzo, ma non è un’utopia”
di Chiara Borzì

Il nostro direttore: “In 70 anni non è cambiato nulla, le stesse leggi sono volutamente complicate”. Lunedì scorso presentato il libro “Servire non servirsi” di Giovanni Palladino

Tags: Giovanni Palladino



CATANIA - In rapporto allo stato attuale della politica e della storia ci sono insegnamenti provenienti dal passato che conservano intatto uno spirito di contemporaneità che sembra oltrepassare il tempo. è il caso delle dottrine comunicate nell’arco di un quarantennio da Don Luigi Sturzo, fondatore siciliano della Democrazia Cristiana, fautore di quello slogan che tanto dovrebbe valere oggi  per la realizzazione di una politica basata sul “servire non servirsi”.

Giovanni Palladino, segretario politico di Popolari Liberi e Forti, ha scelto di raccogliere alcuni degli scritti di Sturzo per ricomporre le trame di un discorso che fa della morale il punto saldo dell’attività politica. è infatti una gestione statale sorretta da questo elemento a poter, ancora oggi, risollevare le sorti di una istituzione fredda, autoreferenziale, corrotta, lontana dall’ottica di “servizio” che dovrebbe essere reso alla cittadinanza e non che il cittadino deve rendere allo Stato.

Ringraziando quanti hanno voluto partecipare all’ “atto culturale” di presentazione del libro dedicato a Sturzo, Palladino ha ricordato che “non è stato Berlinguer a parlare per la prima volta della moralizzazione della politica”, ma appunto Sturzo. Con chiarezza l’autore del libro ha ricordato come la DC abbia mancato di slancio, nonostante la possibilità di governare il Paese avuta per oltre 40 anni, a causa del connubio voluto con i socialisti. “Sono due culture che non potevano essere coniugate – ha spiegato lo scrittore – una con al centro la persona, una con al centro lo stato. Ad onor del vero gran parte dei cattolici impegnati in politica non hanno seguito l’insegnamento di Sturzo, non hanno fatto un esame di coscienza. Sturzo neanche oggi è però un’ utopia”.

A far da moderatore alla presentazione del libro “Servire non servirsi” è stato il nostro direttore Carlo Alberto Tregua. Le tre “male bestie” riconosciute da Sturzo, statalismo, partitocrazia e sperpero di denaro pubblico, sono più vive più che mai. Il direttore del Quotidiano di Sicilia lo ha dimostrato. “In 70 anni non è cambiato nulla. Quante proposte di legge possono dirsi ‘personali’? Le stesse leggi sono volutamente complicate, scritte in burocratese, in una lingua che non può essere compresa dal cittadino”.
“La politica è corrotta – ha affermato il nostro direttore – manca la trasparenza. Meno trasparenza crea maggiore corruzione, come maggiore trasparenza crea minore corruzione”.

A conclusione della presentazione è intervenuto anche Fratello Donato Petti, dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Anche Petti non ha potuto che evidenziare l’avanguardia delle idee e del programma del sacerdote di Caltagirone, soffermandosi però sul dibattito particolare riguardante le “scuole libere”.

“Nessun è pronto a battersi più per questa battaglia – ha dichiarato il teologo – ancora oggi subiamo “l’aria grave e soffocante dello statalismo”. Nonostante l’alternarsi dei governi non siamo riusciti a cavare un ragno dal buco”. Attraverso statistiche precise Fratel Donato Petti ha dimostrato come sia un errore chiedere il pagamento di un retta per frequentare scuole  di qualsiasi tipo diverse da quelle statali  e quanto questo’obbligo sia fatto semplicemente per via di quello “statalismo” già denunciato da Don Sturzo.

Articolo pubblicato il 26 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Da sinistra: Benedetto Torrisi, Giovanni Palladino, Carlo Alberto Tregua, Donato Petti
Da sinistra: Benedetto Torrisi, Giovanni Palladino, Carlo Alberto Tregua, Donato Petti