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Finanziaria approda all’Ars ma senza il bilancio
di Raffaella Pessina

Martedì la conferenza dei capigruppo stabilirà il calendario dei lavori. Ardizzone: “Tutto sarà reso ammissibile solo se completo”

Tags: Ars, Finanziaria, Bilancio, Rosario Crocetta, Giovanni Ardizzone



PALERMO - La Finanziaria è approdata finalmente ieri pomeriggio all’Ars. Subito è andata al vaglio del presidente dell’Assemblea Giovanni Ardizzone, mentre martedì prossimo la conferenza dei capigruppo stabilirà  l’approdo del testo in Parlamento e lo assegnerà alla Commissione bilancio, per poi trasferirlo alle commissioni di merito senza l’allegato del bilancio, come sarebbe stato stabilito con il governatore Rosario Crocetta. Anche se ieri il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, intervistato dalla Tgr Sicilia, ha dichiarato: “Iniziare la discussione sulla finanziaria non significa averla resa ammissibile, tutto sarà reso ammissibile una volta che arriverà la completezza degli atti, quindi anche il bilancio”.

Ardizzone non smorza le polemiche con l’assessore all’Economia Alessandro Baccei: “I proconsoli dovrebbero essere mandati in tutte le altre Regioni, ivi compreso in Piemonte, che ha un disavanzo maggiore rispetto a quello della Sicilia”. E aggiunge: “è strano che la manovra sia firmata solo dal presidente della Regione Crocetta e non anche dall’assessore al Bilancio, quindi dal proconsole romano. Lo Stato ci deve restituire quello che maldestramente ci ha tolto”.

Queste le linee principali: all’articolo 3 si specifica che circa 400 dirigenti di 1.900 altri dipendenti del comparto del pubblico impiego regionale che con varie misure saranno progressivamente accompagnati all’uscita dal lavoro.

Un totale di una fuoriuscita di personale di circa 2.300 unità dall’amministrazione della Regione siciliana. Non ha sortito alcun effetto quindi l’incontro tra i sindacati l’assessore all’Economia Alessandro Baccei. La riduzione dei dipendenti è stata concertata con Roma e si prevede una contrazione non inferiore al 30% di tutte le strutture intermedie e delle unità operative, con una correlata diminuzione degli organici, la cui consistenza viene rivista al ribasso. Per il futuro, si stabilisce tetto massimo di 850 unità nella dirigenza della Regione, a fronte dei 2.490 dirigenti fissati dalla precedente normativa del 2000. La pianta organica del personale non dirigenziale viene ridefinita a 13.551 unità rispetto alle attuali 15.600. In totale, la riduzione andrà da 18.090 dipendenti a 14.401, con un abbattimento di oltre 4.000 unità.

Viene prorogato fino al dicembre 2016 il divieto di assunzioni nella pubblica amministrazione. Annunciati tagli anche per il personale del Corpo Forestale della Regione I lavoratori del comparto con qualifiche non dirigenziali vengono rideterminati in 1.250 unità, delle quali 221 nella categoria D, 1.005 nella categoria C e 24 nella fascia B. Si tratta di una delle più pesanti misure di razionalizzazione della spesa pubblica.

Per il quinquennio 2016-2010, stabilisce la norma sempre all’articolo 3 della Finanziaria, la dotazione organica è ulteriormente ridotta del 50% rispetto ai soggetti che hanno lasciato il servizio quest’anno.

Una stretta anche su pensioni, ferie, nuove assunzioni per i dipendenti della Regione siciliana, che saranno equiparati in tutto agli statali. A decorrere al primo gennaio del 2016, il trattamento economico in caso di fruizione di congedo parentale sarà quello previsto per gli impiegati del comparto Ministeri. Ridotti i permessi per motivi familiari e personali, fino al numero massimo di tre giorni all’anno, e tetto anche alle assenze per malattia. Soppressa la clausola di salvaguardia che assicurava ai dirigenti i privilegi del loro status e introdotta una norma che dà la possibilità di conferimento di un incarico anche di valore economico inferiore. Per i rinnovi contrattuali dei dirigenti e dei non dirigenti si considereranno aumenti pari all’indennità di vacanza già riconosciuta. Fine anche delle pensioni d’oro: una norma stabilisce l’omologazione dei trattamenti pensionistici per dirigenti e non, agli impiegati dello Stato. La quota del trattamento pensionistico viene comunque ridotta del 10%. Se passerà , questa misura entrerà in vigore dal 2016.

Rinviata a un successivo accordo quadro la riduzione ulteriore di aspettative, distacchi e permessi sindacali. Un accordo che dovrà comunque essere definito entro il 2015. Niente rinnovi contrattuali per dirigenti e non, che godranno solo dell’indennità di vacanza per il recepimento della finanziaria nazionale 2015. Gli effetti del blocco produrranno una riduzione della spesa pari a 2 milioni e 400 mila euro per i dirigenti e di 4 milioni e 400 mila euro per il comparto, per un totale di 6 milioni e 800 mila euro.
Soppressa anche la norma che rinviava al 2014 il pagamento degli arretrati contrattuali. A fronte di un ridimensionamento radicale dei benefici, si prospetta invece per i regionali, un potenziamento delle competenze del personale dedicato all’attuazione dei programmi comunitari con corsi di formazione specifici che saranno finanziati con il Fondo sociale europeo.

Nessuna novità invece per il bilancio che non è arrivato all’Ars, ma questo non stupisce visto il percorso intrapreso dal governo a cominciare dall’esercizio provvisorio per quattro mesi.

Articolo pubblicato il 27 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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