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Centrale di San Filippo del Mela, progetto per la riconversione
di Emiliano Zappalà

Iniziativa di Edipower in vista del completamento dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi, tra Sicilia e Calabria. Polo delle energie rinnovabili, in particolare solare termodinamico e biomasse

Tags: San Filippo Del Mela, Centrale Termoelettrica, Energia, Edipower



CATANIA - La centrale termoelettrica di San Filippo del Mela sarà riconvertita in un polo delle energie rinnovabili. È quanto illustrato nel progetto presentato da Edipower la scorsa settimana. Il piano prevede il rilancio del sito produttivo siciliano ed è stato sviluppato nel corso di un incontro presso l’assessorato regionale alle Attività produttive, a Palermo. L’obiettivo, come ha spiegato la stessa società del gruppo A2a, ha l’obiettivo di “garantire la continuazione delle attività dell’impianto, a fronte del mutato scenario del mercato elettrico nazionale e locale che ha, di fatto, posto la centrale di San Filippo nella condizione di non poter più essere produttiva, nel momento in cui sarà ultimato l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi”.

Il gruppo sta anche valutando di integrare il progetto con tecnologie di ultima generazione per la produzione di energia elettrica e di recupero di materia (in particolare solare termodinamico, biomasse a filiera corta, Ecocentro per il trattamento e recupero di vetro, plastiche ed altri materiali). Gli interventi principali riguarderanno la sostituzione di un gruppo da 160 Mwe con due linee di produzione da 100 Mwt.

Secondo uno studio commissionato all’Università di Messina, grazie al nuovo assetto produttivo e all’impiego del nuovo combustibile rinnovabile sarà possibile abbattere dell’85 per cento gli ossidi di zolfo (So2), del 23 per cento gli ossidi di azoto (Nox) e del 73 per cento l’anidride carbonica (CO2), rispetto alle attuali condizioni di produzione. Sono previsti, inoltre, interventi sui sistemi di trattamento dei fumi, che garantiranno ulteriori riduzioni delle emissioni in atmosfera.

Sempre da Edipower hanno spiegato che “il progetto si pone l’obiettivo di consentire alla centrale di continuare a essere competitiva sul mercato anche nel medio-lungo periodo, garantendo al contempo il mantenimento dei livelli occupazionali”. Una sinergia messa in campo con A2a Ambiente è che, come è stato più volte sottolineato, comporterà la possibilità di dare un “importante contributo alla gestione del ciclo ambientale siciliano, in linea con quanto previsto dalla normative europee di riferimento e con il Piano regionale per la gestione dei rifiuti, che privilegia l’utilizzo di impianti esistenti per la valorizzazione energetica delle frazioni che non sono destinate a raccolta differenziata”.

Già qualche tempo fa l’assessore all’Ambiente del Comune di Milazzo, Salvatore Gitto, aveva spiegato, durante un incontro con la Consulta per l’ambiente che “diventa necessario incentivare tutte le forme di trattamento che prevedono la digestione della frazione umida ai fini della produzione di gas naturale. Per queste ragioni si chiede ad A2a di promuovere tutte le azioni e gli studi preliminari per creare nel sito attualmente occupato dalla centrale termoelettrica, un Parco tecnologico dell’energia rinnovabile costituito da un’area di ricerca, un’area promozione d’impresa e consulenza e da un impianto solare termodinamico”. Le tre aree, secondo il progetto, dovrebbero consentire di coinvolgere i centri di ricerca d’eccellenza presenti nel territorio e di supportare imprese ed istituzioni nei programmi di efficientamento energetico e di diffusione delle fonti rinnovabili.

Edipower nei giorni scorsi ha incontrato le organizzazioni sindacali per illustrare il piano nei dettagli. 

Articolo pubblicato il 28 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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