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Palermo - Gesap: via il direttore Scelta e stop per la privatizzazione
di Gaspare Ingargiola

Il Cda della società ha deliberato la cessazione del rapporto con il dg a seguito della vicenda Helg. Bloccata la cessione delle quote societarie: troppe incognite sul futuro dell’aeroporto

Tags: Palermo, Gesap, Enac, Roberto Helg, Carmelo Scelta



PALERMO - Privatizzazione bloccata e allontanamento del direttore generale Carmelo Scelta. Sono queste le due grandi novità in casa Gesap, due notizie che non giungono certo inaspettate. L’ormai ex dirigente della società aeroportuale era già stato sospeso dopo l’arresto di Roberto Helg: a tirarlo in ballo è stato il pasticciere Santi Palazzolo, anche se Scelta attualmente non è indagato.
 
Fino a due settimane fa l’Enac esprimeva su di lui un giudizio ampiamente positivo in un comunicato ufficiale, parlando di un “lungo mandato all’interno della società” che “si è sempre svolto con professionalità nell’ambito di corrette dinamiche di confronto tra l’Ente regolatore e la società vigilata e titolare di concessione di gestione aeroportuale”. L’Enac, però, non chiudeva le porte a decisioni drastiche, contemplando “eventuali avvicendamenti disposti da Gesap” in ragione di “logiche organizzative interne alla società stessa”.

Adesso l’avvicendamento è diventato realtà. Giovedì il consiglio di amministrazione ha ascoltato per ore in audizione le ragioni del dirigente. Poi, in serata, l’annuncio della decisione con uno stringato comunicato: “Il consiglio di amministrazione della Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di Palermo, riunito oggi in ordine al primo provvedimento di sospensione del direttore generale, adottato nei giorni scorsi, ha deliberato all’unanimità la cessazione del rapporto di lavoro con il dottor Carmelo Scelta”.

Già all’indomani della sospensione le funzioni di direttore generale erano passate all’amministratore delegato Dario Colombo e quelle di accountable manager ad Antonio Sagliocco.

E la privatizzazione? Anche lo stop alla vendita delle quote è ormai ufficiale. Per due anni questo processo era andato avanti fra mille polemiche, con il Comune e la Camera di Commercio che avevano deciso di tirar dritto sulla strada della cessione nonostante il parere contrario della Provincia commissariata dalla Regione. Un’operazione che aveva il placet dell’Enac, perché i soldi freschi avrebbero reso più sicuri gli impegni presi su cantieri e investimenti. A febbraio l’ex Provincia, che ha il pacchetto di maggioranza delle azioni, è tornata sui suoi passi ma questo, secondo alcune indiscrezioni, non sarebbe bastato a far lievitare la prima valutazione dell’advisor Kpmg che, pare, si aggirerebbe sui 110 milioni di euro. Così si spiega il deciso passo indietro. I soci devono essersi chiesti perché mettere sul mercato una società che sta rinascendo con la spada di Damocle di un’inchiesta che può riservare altri imprevisti?

La Gesap, infatti, nel 2013 ha registrato un bilancio in attivo per la prima volta dopo anni (e pare che sarà lo stesso anche per il 2014), i lavori sono ripresi a spron battuto dopo anni di stallo, i passeggeri in transito dal Falcone Borsellino sono in forte aumento e sono state inaugurate decine di voli diretti verso mete nazionali e internazionali di prestigio. Meglio aspettare, dunque, anche perché altre rivoluzioni sono all’orizzonte: si attende ancora la nomina del commissario della Camera di Commercio di Palermo, che potrebbe anche decidere di rimuovere il proprio rappresentante all’interno del Cda della Gesap, quel Giuseppe Todaro nominato con l’ultimo atto ufficiale della dimissionaria giunta camerale. Nel frattempo il Mise ha nominato il commissario ad acta Vincenzo Genco per curare la fusione con la Camera di Commercio di Enna. Una situazione instabile che non dava alcun tipo di certezza.

“Lo stop alla privatizzazione della Gesap – hanno affermato i consiglieri comunali di Idv Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti - è sacrosanto. Più volte avevamo messo in discussione anche la sua convenienza per le casse dei soci pubblici, in particolare del Comune. Apprendiamo con favore che anche  il bilancio 2014, così come quello del 2013, si chiude con un consistente utile. La privatizzazione non solo non è necessaria ma rimane un grosso errore. Più volte avevamo messo in guardia sulla gestione passata, opaca in molti punti, avvertendo che si andava verso un deprezzamento del valore della società e quindi della privatizzazione”.

Articolo pubblicato il 28 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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