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Messina - Galleria Vittorio Emanuele, simbolo di un centro storico senza identità
di Lina Bruno

Progettata dall’architetto Camillo Puglisi Allegra ai primi del ‘900, diventata oggetto di beghe politiche. Delibera Pd per la valorizzazione presentata 9 mesi in ritardo e bocciata in Consiglio

Tags: Messina, Galleria Vittorio Emanuele



MESSINA - L’architetto Camillo Puglisi Allegra quando l’ha progettata ai primi del ‘900 certo non immaginava che sarebbe finita al centro di contese burocratiche e politiche. La Galleria Vittorio Emanuele di Piazza Antonello è così diventata il simbolo di un centro storico senza identità, vittima di tentativi sommari di riqualificazione e costantemente ostacolati da interessi di pochi.
Non sono serviti neppure i tre restauri, negli anni ‘60, ‘90 e dal 2002 al 2005, a toglierla dallo stato di abbandono in cui versa e l’ultima stoccata ad un’inversione di tendenza l’ha data il Consiglio Comunale con la bocciatura, 12 voti favorevoli, due contrari e 12 astenuti, della delibera di indirizzo presentata dai consiglieri Daniele Zuccarello Pd e Nina Lo Presti gruppo misto.

Ci si chiede però perché questo atto che promuove la riqualificazione della Galleria arrivi in aula solo dopo nove mesi dalla sua presentazione alla stampa e quando, come ha ricordato il consigliere Pd Nicola Cucinotta, l’Amministrazione sta predisponendo una sua delibera.

Un dibattito di Consiglio apparso a tratti surreale visto che ad essere respinta, a sentire alcuni interventi, non è stata la valorizzazione della Galleria, ma la natura della proposta ritenuta strumentale.

Daniela Faranda del Ncd, che insieme al collega di partito Nicola Crisafi ha detto no all’atto di indirizzo, in realtà a gennaio aveva fatto un’interpellanza per avere dall’Amministrazione chiarimenti sulla condizione del plesso e comprendere il motivo per il quale gli spazi comunali della Galleria non fossero più dati in concessione alle imprese che ne facevano richiesta.

I tre locali che all’interno fanno ristorazione quindi non possono mettere tavolini e sedie né sotto le splendide volte con lucernai a vetri né sotto il portico e quando hanno “osato” sono prontamente arrivati i vigili urbani a verbalizzare.
 
“Se non si riesce a trovare una soluzione che mi consenta di lavorare tranquillamente sarò costretto a chiudere -dice Mimmo Cecere del Vulkania-; in nessuna città al mondo si lascerebbe uno spazio così bello in pieno centro in queste condizioni”. Lo sguardo va sui 900mq di pavimento a mosaico che copre tutta la Galleria e per una parte invaso dalla sporcizia con angoli divenuti ricettacolo di bottiglie e lattine. “Delle pulizie si dovrebbe occupare il Comune, ma solo saltuariamente ci sono degli interventi;  giornalmente cerchiamo di mantenere all’interno un certo decoro- dice Cecere - ma è necessaria una riqualificazione, con la supervisione della Soprintendenza, che non richiede poi una grande spesa”. L’imprenditore confessa la sua disistima nei confronti della classe politica cittadina ma vuole confidare nell’assessore Sebastiano Pino che ha promesso di intervenire sulla questione con una delibera da proporre in Giunta.

Castronovo ha indicato la strada da percorrere al Comune che “ nella qualità di condomino dell’ isolato 323 potrebbe richiedere la nomina di un amministratore giudiziale che possa promuovere una rielaborazione del regolamento condominiale, risalente al 1929 per riadattarlo ai tempi e per recuperare la vivibilità della galleria a favore della città”.

Articolo pubblicato il 31 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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