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Quotidiano di Sicilia

Muos, ora l’attesa è per il Cga
di Liliana Blanco

Dopo i sigilli apposti dalla Procura di Caltagirone, si avvicina una nuova scadenza (15 aprile) della battaglia legale. Sabato la manifestazione davanti all’impianto radar dell’UsNavy, per ora abusivo

Tags: Muos, Nomuos, Niscemi



NISCEMI - “L’opera realizzata è priva di autorizzazione, quindi abusiva e carente dei requisiti per la permanenza e per la messa in esercizio, dovendosi dare immediata esecuzione alla sentenza del Tar, vigilando affinché non venga compiuta alcuna attività di completamento ed utilizzo dell’installazione”.
 
Questa è solo una parte dell’esposto penale presentato da Giuseppe Maida tramite l’avv. Lucia Spata. I reati segnalati alla Procura presso il Tribunale di Caltagirone sono quelli di cui all’art. 388 c.p., non essendo stato ottemperato un ordine dell’Autorità giudiziaria, nella specie la sentenza del Tar, continuandosi ad operare in assoluta illegittimità e violazione di legge, e all’art. 181, co. 1 bis d.lgs. n. 42 del 2004 e s.m.i., trattandosi di opere eseguite in assenza di autorizzazione in zona vincolata, chiedendosi pertanto il sequestro, la cessazione dei lavori ed ogni altro provvedimento restrittivo volto a dare esecuzione alla sentenza del Tar.

Il sequestro del Muos richiesto dalla Procura e disposto dal gip di Caltagirone dà atto a quanto stabilito dal Tar di Palermo il 13 febbraio, ovvero che il sistema satellitare è privo di autorizzazioni, quindi illegittimo ed abusivo.  La USNavy, incurante del contenuto della sentenza ha proseguito i lavori e usa le parabole.

L’associazione antimafie “Rita Atria”, in passato ha presentato due denunce penali presso la Procura di Caltagirone per abusivismo e mancanza di autorizzazioni, all’indomani della sentenza del Tar ha depositato anche un’istanza di sequestro, che il 1° aprile è stato realizzato attraverso l’apposizione dei sigilli. “La vicenda del Muos è stata caratterizzata – dicono i legali del  coordinamento - dall’arroganza del governo degli Stati Uniti, con la compiacenza di quello italiano. Il sequestro di due giorni fa è il segnale che quell’installazione non può e non deve entrare in funzione. Avverso la sentenza del Tar il ministero della Difesa italiano ha presentato appello, la cui udienza per la richiesta di sospensiva si terrà il prossimo 15 aprile presso il Cga di Palermo”.

La Procura calatina ha già emesso simili provvedimenti. Il 5 ottobre 2012 aveva messo i sigilli al cantiere della stazione Muos di Niscemi, ipotizzando reati ambientali. Il decreto di sequestro era stato poi annullato il 28 ottobre dalla quinta sezione del Tribunale della libertà di Catania, che aveva accolto la richiesta dell’Avvocatura dello Stato e ordinato di togliere i sigilli al cantiere e di restituire l’impianto al ministero della Difesa.

La prevista manifestazione di protesta del 4 aprile, a firma del movimento No Muos, diventerà una festa e  un’occasione di rilancio per costringere il governo italiano ad abbandonare il ricorso presentato al Consiglio di Giustizia Amministrativa. Solo una mobilitazione popolare, festosa e partecipata, può farlo. L’appuntamento è quindi per sabato prossimo alle 14 davanti il presidio, da sempre simbolo di lotta e socialità. “E’ un momento di esultanza – ha detto il sindaco Francesco la Rosa, mentre i militari stavano apponendo i sigilli – il risultato di tanto lavoro ed impegno in difesa della popolazione”. 

“Hanno vinto i siciliani. Contro il Muos, Italia dei Valori ha portato avanti una battaglia dura e intransigente con i nostri dirigenti di Niscemi, in difesa del territorio e della salute dei cittadini. Siamo orgogliosi di aver partecipato ancora una volta ad una battaglia di civiltà”, dice il segretario nazionale di Idv, Ignazio Messina, sul sequestro dell’impianto disposto dalla Procura di Caltagirone.

Articolo pubblicato il 03 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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