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Quotidiano di Sicilia

Edilizia pubblica e privata un’agonia che dura dal 2008
di Calogero Conigliaro

In Sicilia compravendite immobiliari crollate del 54%, la perdita di posti pari a 30 volte Termini Imerese. Crollo degli appalti, quel che resta del settore tiene con le ristrutturazioni incentivate

Tags: Edilizia, Crisi, Economia



AGRIGENTO – Che il settore dell’edilizia, da sempre strategico per l’occupazione e l’economia del Sud Italia, sia da tempo ad un passo dal collasso non è una novità, ma i dati esposti dalla Cgil in una recente direzione provinciale, alla presenza del segretario regionale della Fillea Franco Tarantino, sono effettivamente sintomatici di un disastro ormai al capolinea.
 
Infatti fra il 2008 e il primo semestre 2014 il numero di occupati diretti è crollato da 152 mila a 87 mila unità (65 mila in meno, pari a -43%, cui vanno aggiunti quelli dell’indotto); fra il 2008 e il 2012 hanno chiuso battenti 2.442 imprese del settore; fra il 2007 e il 2012 i permessi per costruire abitazioni si sono ridotti del 51,4% (da 15.656 a 7.035); le compravendite di case fra il 2005 e il 2013 sono precipitate del 54,2% (da 49.094 a 28.282); nel periodo 2007-2013 gli importi dei mutui casa erogati hanno subito una flessione del 69,3% (da 2.890 a 886,6 milioni di euro).

Il mancato utilizzo pari a 5 miliardi di euro (Fonte Osservatorio Ance Sicilia) di risorse europee e statali per opere pubbliche ha comportato la mancata creazione di 85mila posti di lavoro; (Fonte: Ance-Istat). Mentre le opere pubbliche poste in gare nel 2014  ammontavano ad un importo di appena 356,4 milioni di euro, pari a -3,58% rispetto al 2013 e del 71,93% rispetto al 2007. Circa 90 mila lavoratori (edili e dell’indotto) licenziati (dal 2008 al 2015) pari a 30 Termini Imerese (Fonte: Casse Edili).

Per tale ragione, nel mese di aprile i sindacati preparano una serie di scioperi e manifestazioni per sensibilizzare il mondo politico nei confronti di una situazione oramai insostenibile che ha visto gran parte dei lavoratori del settore, costretti ad emigrare oppure a situazioni di disagio economico sinceramente drammatiche senza che dalle istituzioni si abbiano avuto i necessari provvedimenti per la ripresa del comparto.

“Anche per il 2015 non è finora previsto nessuna buona notizia – ha spiegato Vito Baglio della Fillea – unico fatto positivo arriva dalle piccole aziende di gesso e materiale per le ristrutturazione, mentre gli appalti pubblici sono all’osso. Basti ricordare i 40 milioni da spendere ancora sulla Ss 640. Per non parlare poi della mancata realizzazione dei depuratori, lavori mai partiti”.

Duro è stato l’intervento a anche del segretario provinciale della Cgil di Agrigento, Massimo Raso, che ha sottolineato come in alcune problematiche si sia addirittura arrivati al paradosso come per le pensioni che vedono operai troppo giovani per la pensione, ma troppo vecchi per essere assunti e lavorare. La Cgil ha chiesto che ad Agrigento la manifestazione si svolga dinnanzi la Cattedrale, simbolo dei problemi di questa nostra terra fatta di necessità di intervento sui centri storici, di interventi annunciati e mai realizzati, delle pastoie burocratiche che paralizzano tanti interventi. Raso ha ringraziato la categoria anche per l’impegno nella raccolta di firme a sostegno del disegno di legge di iniziativa popolare sugli appalti, augurandosi che analogo impegno venga profuso nella buona riuscita dell’iniziativa annunciata per metà aprile.

“È utile che questo grido di dolore sia forte – ha spiegato il segretario provinciale della Cgil - e soprattutto che venga raccolto da chi ha il dovere di far ripartire un settore vitale della nostra economia”.

Articolo pubblicato il 03 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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