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Quotidiano di Sicilia

Catania - Degrado e microcriminalità. Spariscono anche le panchine
di Desirée Miranda

Alcune strutture sottratte dal lungomare, probabile che servano alla rivendita di ferro usato. In aumento furti e vandalismo. La struttura lignea di villa Bellini sarà restaurata

Tags: Catania, Luigi Bosco



CATANIA - Abbandono, sporcizia e anche menefreghismo sembrano sempre più caratterizzare la città di Catania. In aumento i furti, così come strutture rotte e pericolanti, per cui quella che dovrebbe essere una città a vocazione turistica per bellezza e organizzazione, è invece in balia della sorte. Il lungomare è quasi del tutto pericolante, la villa Bellini è considerata da molti un’eterna incompleta, la zona della stazione con il palazzo delle poste sono sempre lì a fare bella mostra di sé.

Sia l’amministrazione che i cittadini sono i colpevoli perché accade che, sia da una parte che dall’altra, non si faccia molto per migliorare le cose. Pochi i denari a disposizione per interventi necessari per cui si sommano sempre più le esigenze, e pochi anche i controlli così chi si crede libero di rubare o deturpare, non solo lo fa, non viene punito per questo. Una situazione che, come afferma l’assessore ai Lavori pubblici, “non è di facile soluzione perché c’è un mix di delinquenza pura e un problema di mancanza di lavoro per cui alcuni border line diventano delinquenti. Servirebbero politiche di sviluppo regionali e nazionali e allo stesso tempo cercare di vedere in modo ampio la realtà. - dice - Servono le opere per la nostra città e oltre alla tutela del territorio e dell’ambiente bisogna tutelare anche le opere utili da visioni estreme e irrealistiche della città. Noi stiamo facendo molto – continua – soprattutto con un’azione incisiva contro gli abusivi e gli irregolari, ma le cose da fare sono talmente tante che si tratta di cominciare tutto quasi da zero”

Aumentano i piccoli crimini come testimoniano le ultime notizie delle polizia etnea che registra un aumento dei furti di ottone e rame, addirittura di maniglie o pomelli per porte e portoni, ma si evidenziano anche tanti problemi piccoli e grandi che non essendo stati affrontati negli anni, si presentano adesso in una forma più importante.

Notizia degli ultimi giorni è, ad esempio, l’ammaloramento della struttura lignea del piazzale della musica alla villa Bellini e il furto delle panchine al lungomare. Se nel caso della villa l’amministrazione promette un tempistico e poco oneroso intervento, per il caso delle panchine non si sa esattamente come intervenire.

“La struttura lignea si è danneggiata per le intemperie e dopo 20 anni sta nell’ordine naturale delle cose diverle ripristinare. Abbiamo però deciso di comprare solo le assi di legno che poi saranno adattate dai nostri falegnami permettendoci un intervento in breve tempo e con costi contenuti”, spiega ancora l’assessore Luigi Bosco.

Diverso è invece il discorso per le panchine del lungomare scomparse poco dopo la domenica partecipata per l’appuntamento del lungomare liberato. “Le due che c’erano a piazza Mancini Battaglia sono state rimosse dall’amministrazione perché troppo rovinate, ma delle altre non ne sappiamo nulla”, ammette l’assessore. Si tratta di un furto dunque, forse perché le panchine erano in ferro e quindi magari sradicate e rivendute. “Forse è stato qualche organo di stampa a dare il suggerimento a proposito della vicenda delle panchine di corso delle Province”, afferma ancora Bosco.

Il riferimento è allo recente spostamento di alcune panchine da corso delle Province al nuovo piazzale Cannavò. “Qualcuno ha scritto che gli operai comunali hanno tolto le panchine come ladri”, afferma ancora Bosco, che comunque assicura: “Stiamo facendo una operazione di arredo urbano gradevole e corretto tanto che anche in corso delle province abbiamo ridistribuito le panchine in modo più razionale e posizionato delle altre”, conclude.

Articolo pubblicato il 03 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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