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Strage nel Palazzo di Giustizia di Milano. Imputato per bancarotta uccide 3 persone
di Redazione

Colpi di pistola fatali per un avvocato, un testimone e un giudice. Il ministro Orlando: “Errori gravi nel sistema di sicurezza”

Tags: Milano, Tribunale



MILANO - Strage in tribunale nel capoluogo lombardo, dove un uomo di 57 anni, Claudio Giardiello, sotto processo per bancarotta, ha fatto fuoco in aula uccidendo un avvocato e un testimone. Poi, dopo aver raggiunto il piano di sotto, ha freddato un giudice all’interno del suo ufficio. Dopo aver sparato tredici colpi di pistola, l'uomo è riuscito a fuggire prima di essere bloccato a Vimercate dai Carabinieri, in sella a una moto.

Gli eventi che hanno sconvolto la giornata di ieri sono iniziati pochi minuti prima delle 11 del mattino quando Giardiello, originario di Benevento ma residente a Garbagnate, si è presentato nell'aula del terzo piano dove si teneva il processo a suo carico per la bancarotta della “Immobiliare Magenta”. Qui ha estratto la pistola e ha sparato contro il suo legale, l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani (37 anni) uccidendolo sul colpo, contro Giorgio Erba, suo coimputato (deceduto poco dopo al Policlinico), e contro il pm Luigi Orsi, il quale però non è stato colpito. Poi, dopo essere fuggito, è sceso al secondo piano, nelle stanze della Sezione fallimentare ed è entrato nell'ufficio del giudice Fernando Ciampi, citato come testimone al processo perché aveva emesso una sentenza per il fallimento di una società collegata alla bancarotta della “Immobiliare Magenta”. Compiuta la strage, Giardiello è riuscito a liberarsi e a lasciare il Palazzo di giustizia.

“L'ipotesi – ha spiegato il procuratore Edmondo Bruti Liberati - è che sia entrato dall'ingresso riservato al personale del Palazzo di Giustizia esibendo un tesserino falso e da lì, in via Marsala, sia anche uscito”.

Bloccato a Vimercate, in Brianza, è stato subito interrogato nella Caserma dei Carabinieri dal pm del capoluogo lombardo Angelo Renna e dal procuratore aggiunto Alberto Nobili. L’udienza di convalida dell'arresto si terrà poi a Monza mentre l'inchiesta passerà successivamente per competenza alla Procura di Brescia. Durante l'interrogatorio, come spiegato dagli inquirenti, Giardiello ha accusato un calo di pressione ed è stato portato all'ospedale di Vimercate per “accertamenti”.

In una conferenza stampa congiunta in Procura, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha sostenuto che il killer “era pronto a uccidere altre persone a Vimercate”. Mentre il collega alla Giustizia, Andrea Orlando, ha parlato di “errori gravi nel sistema di sicurezza”.

Il terribile fatto di cronaca è stato commentato anche dal presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Abbiamo dato un mandato molto forte – ha detto – per fare massima chiarezza sulle falle del sistema che ci sono state”.

“Voglio esprimere gratitudine – ha aggiunto il premier - alle Forze dell'ordine che hanno dato vita a un inseguimento, un atto di grandissimo eroismo. In particolare ringrazio i Carabinieri che hanno bloccato, riconosciuto e disarmato il killer”.
“Quello che è accaduto a Milano – ha concluso Renzi - è incomprensibile e gravissimo, ma da qui a strumentalizzare gli eventi e inserire per l’ennesima volta l’Expo ce ne passa. Il Paese non è in uno stato di terrore”.

Il riferimento del primo ministro è alle parole del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che dopo aver manifestato solidarietà alle famiglie delle vittime si è detto “preoccupatissimo”.

“Se questo è il livello di sicurezza nella Milano di Expo – ha affermato il numero uno del Carroccio - immagino cosa possano pensare di fare dei potenziali terroristi. Come sentirsi sicuri se questa è la sicurezza di cui parla Alfano?”.

Infine, le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale si è detto “profondamente colpito” da quanto accaduto a Milano. Il Capo dello Stato ha espresso ai familiari delle vittime le più sentite condoglianze e la vicinanza dello Stato italiano e sua personale.

Articolo pubblicato il 10 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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