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Antisismica, 18 milioni per pubblico e privato
di Rosario Battiato

Il decreto del dipartimento regionale della Protezione civile risale all’inizio di aprile, tempi stringenti e monitoraggio continuo. Più di 14 milioni soltanto per l’edilizia pubblica e strategica, 3,5 mln per i privati nei comuni a rischio.

Tags: Protezione Civile, Rischio Sismico



PALERMO – Ci sono circa 18 milioni di euro in arrivo per la Sicilia del rischio sismico. La notizia arriva dalla determina 394 dello scorso 30 marzo firmata dal dirigente generale della Protezione civile regionale, Calogero Foti. Interventi previsti per l’edilizia pubblica e privata, un primo passo verso la messa in sicurezza di un territorio pienamente coinvolto nelle fasce più elevate del rischio. Potrebbe essere una vera boccata di ossigeno per l’edilizia siciliana.

Per la realizzazione della messa in sicurezza degli edifici, i fondi sono distribuiti tra edilizia pubblica e strategica (14,2 milioni di euro), privata (3,5 milioni) per 57 comuni siciliani che rientrano in una specifica categoria relativa all’azione sismica utile per la progettazione, espressa in termini di accelerazione massima su roccia, e un ulteriore capitolo di spesa relativo alla copertura degli oneri per la realizzazione, anche con modalità informativa, delle procedure connesse alla concessione dei contributi (362mila euro).

Dalla data di pubblicazione della determina sul sito del dipartimento, avvenuta il primo aprile scorso, ci saranno tempi strettissimi per tutti. Entro due mesi i soggetti in graduatoria (visionabili all’interno del sito della protezione civile, http://www.regione.sicilia.it/presidenza/ProtezioneCivile), dovranno comunicare al dipartimento regionale della Protezione civile l’avvenuto affidamento dell’incarico di progettazione per ogni singolo intervento. Più larghi i termini, dieci mesi, per far pervenire al dipartimento i progetti esecutivi, muniti di tutti i necessari visti e autorizzazioni debitamente approvati dal rup (responsabile unico del procedimento), e forniti di “ogni approvazione degli enti competenti e completi dei pareri e nulla osta di legge, nonché dei relativi atti tecnico-amministrativi”. La gara dovrà essere aggiudicata entro un anno, e la conclusione dei lavori dovrà essere garantita nei successivi trentasei mesi. Conclusi i lavori, bisognerà consegnare la documentazione della spesa effettivamente sostenuta e, soprattutto, il “grado di sicurezza iniziale e il grado di sicurezza raggiunto a seguito dell’intervento stesso”.

Per evitare ritardi, e rischiare quindi di veder sfumare il finanziamento, ogni 4 mesi i soggetti in graduatoria dovranno effettuare il monitoraggio fisico e finanziario dell’intervento, relazionando al  dipartimento. Due, inoltre, le date di riferimento annuali: il 15 aprile gli enti beneficiari relazioneranno al servizio sismico del dipartimento di protezione civile sull’utilizzazione del contributo e sugli interventi effettuati, il 15 maggio sarà invece il dipartimento regionale a dover relazionare al Dipartimento di protezione civile nazionale l’avvenuto impegno o utilizzazione delle risorse per ciascuna annualità. Controlli stringenti, anche perché i contribuiti potranno essere revocati se le somme se non dovessero venire impegnate entro 12 mesi dalla attribuzione. Un tentativo per evitare l’ennesima fuga dei fondi statali ed europei che nell’Isola hanno sempre vita difficile, come testimoniato dai 39 decreti di annullamento per altrettanti interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico. 

Per l’edilizia privata si prevede un contributo dilazionato: prima rata erogata al momento dell’esecuzione del 30% delle opere strutturali previste in progetto, la seconda al momento dell’esecuzione del 70% del valore delle opere strutturali previste.  
 


Priorità alle strutture presso vie fuga
 
PALERMO – I fondi disponibili per gli interventi fanno riferimento all’annualità 2011 e sono stati ripartiti dal decreto della presidenza del Consiglio dei ministri – dipartimento della protezione civile nel marzo del 2012. La distribuzione dello stanziamento sul suo regionale è stata, invece, stabilita dalla nota 26084 del 13 aprile dello stesso anno, formulata dal servizio sismico regionale, con cui il governatore regionale ha individuato l’80% della somma complessiva, circa 14,5 milioni di euro, da destinare all’edilizia privata, e la parte restante agli interventi per il settore privato.
Dai contributi pubblici “sono esclusi gli edifici scolastici, poiché per essi sono disponibili altri contributi pubblici, ad eccezione di quegli edifici che nei piani di emergenza di protezione civile ospitano funzioni strategiche”.
Tra i criteri nell’assegnamento dei fondi “si prevede che sono considerati elementi di priorità la posizione dell’edificio in prospicienza di una via di fuga prevista nel piano di emergenza provinciale o comunale per il rischio sismico o vulcanico, oppure l’appartenenza all’infrastruttura a servizio della via di fuga o ancora l’interferenza con essa”.

Articolo pubblicato il 11 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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