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Fondo sanitario nazionale 2013, alla Sicilia 64,8 milioni di euro
di Laura Paglia

Sulla Guri 76/45 la delibera Cipe sulla ripartizione delle risorse del Fondo sanitario 2013 vincolate a obiettivi prioritari e di rilievo nazionale

Tags: Fondo Sanitario Nazionale, Fsn, Cipe



È stata pubblicata sulla Guri n° 76/15 la delibera n°54/14, avente ad oggetto la ripartizione tra le Regioni delle risorse vincolate alla realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale in ambito sanitario.

Punto di partenza è la L. 883/78, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, la quale, all’art. 53, indica le linee di indirizzo e le modalità di svolgimento delle attività, stabilite tenendo conto non solo degli obiettivi della programmazione socio-economica nazionale, ma anche dell’esigenza di superare le condizioni di arretratezza socio-sanitaria del Paese. Il piano fissa gli obiettivi, l’importo del fondo e gli indici a cui fare riferimento per ripartirlo tra le Regioni, in modo tale da realizzare un’organizzazione dei servizi equilibrata e uniforme su tutto il territorio.

Organo a cui è assegnata, dalla L. 662/1996 sulle misure di razionalizzazione della finanza pubblica, la programmazione delle risorse e, in particolare, la ripartizione delle quote, è il Cipe - Comitato interministeriale per la programmazione economica - il quale, ex art 1, c. 34, su proposta del Ministro della salute, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, può vincolare le quote del Fondo sanitario nazionale destinate a specifici obiettivi.

In base alla delibera, nel 2013, è stata vincolata una somma pari a 1.457.033.253 euro per gli “Obiettivi di Piano”. La ripartizione delle disponibilità finanziarie avviene attraverso la L. 133/08, art. 79, comma 1-quater, lettera b), il quale prevede che il Ministero Economia e Finanze eroga, a titolo di acconto, il 70 per cento dell’importo annuo spettante a ciascuna Regione, mentre il restante 30 per cento è subordinato all’approvazione dei progetti presentati dalle Regioni. Tuttavia, nel caso in cui queste ultime omettano di presentarli o se in sede di Conferenza Stato-Regioni non si proceda alla loro approvazione, nell’anno di riferimento non verrà erogata la quota residua del 30 per cento, mentre sarà recuperata l’anticipazione del 70 per cento già erogato dalle quote spettanti alla Regione nell’anno successivo.

Ne deriva che dalla somma vincolata, pari a 1.457.033.253 euro, l’importo di 1.410.033.253 euro venga ripartito tra le Regioni in base alla popolazione residente, mentre il restante importo di 47.000.000 euro sia accantonato per il finanziamento dei progetti, successivamente presentati e approvati dalla Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministro della Salute.

Tra le singole voci, erogate in seguito a titolo di saldo, sono incluse somme destinate alla sperimentazione di modelli avanzati di integrazione socio-sanitaria e altre vincolate per la sperimentazione gestionale, rispettivamente pari a 4.000 euro e 10.000 euro, del cui coordinamento sarà l’Inmp – Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà – ad occuparsi.

Due distinte quote, di 10.000 euro ciascuna, sono riservate all’Istituto superiore di Sanità per il supporto tecnico-scientifico ai processi operativi regionali e alla sperimentazione clinica per terapie a base di cellule staminali. Una cifra pari a 10.000 euro è stata attribuita al territorio di Taranto, mentre 3.000 euro sono destinati al miglioramento delle condizioni di assistenza sanitaria nelle piccole isole e nelle località con particolari difficoltà di accesso. Infine, un importo di 5.000 euro è stato vincolato per le linee guida cliniche, mentre 4.000 euro sono destinati all’aggiornamento della comunicazione ai cittadini per l’accesso ai servizi.

Alla Sicilia, la cui popolazione, con riferimento all’anno 2013, ammonta a 4.999.854, sono stati assegnati 64.780.985 euro, di cui 47.346.690 rilasciati inizialmente a titolo di acconto, e 19.434.295 da erogarsi a titolo di saldo in seguito all’approvazione dei progetti regionali, poiché essa si configura come compartecipe e secondo la L. 296/06 concorre nella misura del 49,11 per cento. Si distingue da Regioni quali Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Val d’Aosta e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, che non sono indicate nella tabella come destinatarie delle risorse, poiché provvedono autonomamente al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, senza alcun apporto a carico del bilancio statale.

Articolo pubblicato il 16 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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