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Reddito medio, in Sicilia solo Messina e Palermo sopra i 19.000 euro
di Liliana Rosano

Primato alla Lombardia per l’entrata media più elevata, ma il Sud accorcia le distanze con parecchie zone benestanti sulla costa. Seguono i siracusani con 18.435 €, Agrigento con 18.204 precede Catania. Ragusa ultima con 15.423 €

Tags: Economia, Reddito, Crisi, Mef



I “paperoni” di Sicilia sono i messinesi. Gli abitanti del capoluogo peloritano, secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero dell’economia e delle finanze, sono quelli che nel 2014 (anno di riferimento 2013) hanno guadagnato in media 19.476 Staccano di poco i palermitani, con un reddito medio di 19.387. I più poveri a Ragusa, dove secondo i dati, il reddito medio dei contribuenti nel 2013 e’ stato di 15 mila euro.

Nel Belpaese, i 122 contribuenti di Cavargna, in provincia di Como, sono – mediamente – i più poveri d’Italia, con un reddito annuo di 6.530,59 euro. All’estremo opposto, i genovesi di Portofino che – con un reddito medio pro-capite di 51.403,21 euro - sono da considerare a tutti gli effetti i Paperoni d’Italia.  I dati del reddito pro-capite, sono il risultato dei redditi totali denunciati in quel comune diviso per il numero dei contribuenti.

In Sicilia, non se la passano male gli abitanti di Siracusa, con un reddito pro-capite di 18 mila euro, lo stesso di quello di Agrigento. Ad Enna, si dichiarano redditi medi per 17,6 mila euro a testa  (17, 4 mila a Caltanissetta) mentre a Trapani il reddito medio pro capite scende a 16 mila euro.

L’analisi territoriale conferma che la regione con reddito medio più elevato è la Lombardia (23.680 euro), seguita dal Lazio (22.310 euro), mentre la Calabria presenta il reddito medio più basso con 14.390 euro; nel 2013 il reddito medio nelle regioni del Sud e del Centro è cresciuto meno della media nazionale. Nel capoluogo meneghino, si registra un reddito pro capite di 29 mila euro dichiarati dai suoi contribuenti mentre a Roma passiamo a 24 mila euro. Rispetto alle tipologie risulta che i redditi da lavoro dipendente e da pensione superano l’82% del reddito complessivo dichiarato, in particolare il reddito da pensione supera per la prima volta il 30% del totale del reddito complessivo.

I lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato, pari a 35.660 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori (titolari di ditte individuali) è pari a 17.650 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 20.600 euro, quello dei pensionati a 16.280 euro e, infine, il reddito medio da partecipazione in società di persone ed assimilate risulta di 15.670 euro.

Le differenze non sono soltanto a livello macroterritoriale ma anche micro all’interno delle stesse regioni.
 Al Nord per esempio risalta la relativa ‘povertà’ di molte aree alpine, della zona a Sud di Piacenza e della pianura ferrarese e rovigotta.

 A Sud, in mezzo al rosso preponderance si evdenziano zone relativamente più benestanti vicino alle coste oltre che intorno ai capoluoghi. Esistono luoghi in cui la ricchezza totale di pochi è molto più alta della ricchezza totale di una moltitudine di persone. L’Italia nel panorama europeo è fanalino di coda per quanto riguarda la disuguaglianza di reddito.

Articolo pubblicato il 21 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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