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Catania - Capo Mulini, prossimo hotel a 5 stelle. Ma il mare è in parte non balneabile
di Chiara Borzì

Il tratto di costa vicino all'ex Perla Ionica danneggiato dall'assenza del depuratore ad Aci Castello. Una macchia da risolvere. L'amministratore delegato dell’Item srl, Salvo Mantia: "I problemi saranno risolti presto?

Tags: Acireale, Perla Ionica, Roberto Barbagallo



ACIREALE - Con l’arrivo di aprile è stato ufficialmente dato il via in Sicilia alla stagione balneare. Un avvio che in regione è stato forzatamente timido: i primi bagni sono stati fatti in settimana a Mondello, ma spesso temperature maggiori e primavere decisamente migliori si stanno registrando più al Centro e il Nord Italia.

Come ogni anno sono stati resi noti - tramite decreto dell’assessorato alla Salute della Regione - i luoghi in cui, lungo le coste siciliane, sarà possibile accedere alla balneazione. Il tratto che per la nostra provincia è stato riconosciuto come non balneabile è discretamente lungo e ricopre soprattutto zone, come quelle di Aci Castello e il suo litorale, che da tempo sono ormai sotto la lente d’ingrandimento per via dell’assenza di un depuratore. Sebbene nota, quest’anno la notizia potrebbe destare un nuovo tipo allarme per via di quel tratto fatto oggetto di divieto che va a cadere vicinissimo all’ex Perla Ionica, oggi prossimo Hotel Hilton Catania Capo Mulini.

Se anche nella prossima stagione, ovvero l’anno in cui la struttura e l’intera opera dovrà essere consegnata, le condizioni dovessero persistere, di certo quel che verrebbe ad interessare l’Hilton è una questione di non poco conto. La non possibilità di balneare in zona diverrebbe "una macchia" all’interno di un progetto che ha scelto di collocarsi in un contesto da molti dato per spacciato, ma su cui ha creduto lo sceicco Hamed Bin Al Hamed.

A gennaio è stato lo stesso amministratore delegato dell’Item srl, Salvo La Mantia, a presentare con orgoglio il progetto dell’Hilton Catania Capo Mulini, insieme allo staff di Hilton Worldwilde e i professionisti incaricati di rimettere in sesto la fatiscente struttura alberghiera.

Fatta dalla Regione comunicazione dei divieti, di certo la notizia non è stata recepita con superficialità, ma La Mantia si è detto disponibile in ogni maniera per garantire l’integrità del progetto.

L’amministratore delegato della Item si è così espresso al Quotidiano di Sicilia. "In realtà è una piccola parte dello spazio d’acqua che interessa la nostra struttura a essere stato oggetto del provvedimento. Ci preoccupa poco, preoccupa di più capire la motivazioni del divieto, 45 metri sono troppo pochi perché si tratti di una questione igienica; se le motivazioni dovessero essere legate alla sicurezza interverremo anche in prima persona per ripristinare la situazione".

La Mantia si è già messo in contatto con il sindaco di Acireale, per sciogliere le riserve ed eventualmente intraprendere azioni che escludano problematiche future. "Ho sentito Roberto Barbagallo, ci incontreremo presto, ma sono fiducioso che eventuali problemi saranno risolti entro la prossima stagione balneare"
.
Intanto i lavori di riqualificazione della struttura procedono senza particolari ritardi. "I lavori stanno andando bene - ha dichiarato l’amministratore della Item - la nostra direttrice creativa Marella Ferrera sta lavorando, con lo studio di architettura KWG, agli interni. A giorni Volteo dovrebbe completare la progettazione degli esterni. Siamo in linea con i tempi che avevamo preventivato".

In attesa si sciolga - dunque - la riserva sulla natura del divieto rimane comunque la necessità di riqualificare la fascia costiera catanese che corre verso l’acese. Uno spazio a forte potenziale turistico depotenziato da troppe imperfezioni.

Articolo pubblicato il 22 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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