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Messina - Al Comune Giunta inesperta e Consiglio immobilizzato
di Lina Bruno

Manca la coesione: dal Pd al movimento del sindaco fino a Udc, Dr, Fi, Ncd e Megafono. A Palazzo Zanca non c’è un progetto alternativo di governo della città

Tags: Messina



MESSINA - La sfiducia per il momento può attendere intanto che torni la politica a Palazzo Zanca. Il lavoro della Giunta guidata da Renato Accorinti viene bocciato, malgrado il sondaggio del Sole 24ore rilevi che il consenso del primo cittadino, in questi due anni, sia sceso solo dello 0,7%. In mancanza di alternative su cui puntare però si preferisce prendere tempo, intanto fino a quando non sarà deciso dal ministero degli Interni e dalla Corte dei Conti il destino del Piano di riequilibrio e soprattutto fino a che non ci sarà un progetto alternativo di governo della Città.

La crisi dei partiti ha lasciato un vuoto che pesa in un Consiglio Comunale composto da gruppi che per buona parte sono solo un insieme di persone che non riescono a trovare idee che li facciano andare nella stessa direzione. Delle “schegge impazzite” come li chiama Daniele Zuccarello, area Pd, che neppure in aula riescono a trovare convergenze nel voto.

I problemi più seri da questo punto di vista ce li ha proprio il Partito democratico, presente al Civico consesso con tre gruppi che esprimono le tante anime di una formazione politica dove nel tempo sono confluiti esponenti di diversa estrazione politica, tanti ex, provenienti da partiti in dissolvimento, collocati da destra a sinistra passando dal centro. Questa eterogeneità unita alla mancanza di un leader cittadino, ai giovani emergenti che premono per avere spazio e ad un segretario provinciale, Basilio Ridolfo, ritenuto poco incisivo e più volte contestato, fanno del Pd messinese un partito da ridefinire.

Daniele Zuccarello che con la collega Donatella Sindoni ha fondato il movimento “Missione Messina” lavora da un po’ per costruire attorno a sé un progetto alternativo, fuori o dentro al partito, che potrebbe anche vederlo, in uno scenario futuro, candidato a sindaco. Il consigliere boccia l’azione amministrativa giudicandola inconcludente, in continuità con il passato. “Bisognava dichiarare il dissesto e mettere davanti alle proprie responsabilità, dice Zuccarello, chi ha gestito prima, sarebbe stata una scelta di legalità e trasparenza”.

Alcune azioni di questa Giunta le abbiamo all’inizio condivise dice Angelo Burrascano del Megafono altre meno come il mancato riordino delle Partecipate e il Piano di riequilibrio.

Delusa anche Daniela Faranda del Ncd, “è mancato un indirizzo politico efficace che potesse innescare un vero cambiamento, specialmente nel rapporto con i funzionari dei dipartimenti che continuano a condizionare ogni atto. La mancanza di autorevolezza del sindaco, che ha spesso dimenticato di dovere rappresentare tutti i messinesi, non solo quelli che lo hanno votato, ci ha penalizzati nei rapporti con le altre istituzioni mentre i bisogni della gente non hanno avuto una risposta”.
Ma una sfiducia adesso è esclusa da tutti, perché avrebbe un effetto boomerang, dicono, come sta succedendo a Barcellona dove l’azione politica post-sfiducia dei consiglieri di entrambi gli schieramenti, povera di un credibile progetto, sta paradossalmente rafforzando la ricandidatura di Maria Teresa Collica.

Scenario da evitare anche per Libero Gioveni, Udc che ha chiesto una verifica in aula per fare il punto sulla maggioranza su cui si regge l’ Amministrazione e questo dopo le dimissioni di Nicola Cucinotta da presidente della Commissione Bilancio. Un ruolo questo che per il consigliere Pd era diventato un peso: lasciato solo dai suoi colleghi di partito, schiacciato tra un Consiglio immobilizzato, una Giunta inesperta e Dipartimenti non sempre collaborativi. Adesso voglio prendermi lo spazio che mi spetta all’interno del Pd, dice Cucinotta  in polemica con il suo capogruppo Paolo David che non avrebbe l’autorevolezza per guidare in aula un’azione politica condivisa. Ma la coesione non caratterizza neppure gli altri gruppi a parte Udc e Dr.

Nel Ncd come in Fi, Megafono e nello stesso Cmdb, il movimento del sindaco che ha registrato due defezioni, i consiglieri sembrano  percorrere strade parallele.
 


Intervista a leader messinesi D’Alia (Udc) smentisce voci su Ardizzone sindaco e Picciolo (Dr) rinvia
 
Neppure Udc e Dr con i loro leader di riferimento, malgrado non abbiano fatto mancare in questi mesi il sostegno all’Amministrazione, risparmiano critiche al sindaco Renato Accorinti.
Giampiero D’Alia parla di “un’Amministrazione senza un progetto nè una visione di lungo periodo”. E un’eventuale mozione di sfiducia? “No. Chi ha vinto le elezioni ha il diritto e il dovere di governare per cinque anni. Chi sta all’opposizione deve collaborare fornendo proposte alternative e costruttive per il bene della città”.
Sta lavorando ad un progetto alternativo che coinvolge l’area di centro destra e che vede Giovanni Ardizzone candidato a sindaco? “Non stiamo lavorando ad alcun progetto stiamo facendo opposizione responsabile e quando vi sono interessi vitali della città in gioco diamo una mano per evitare che la situazione peggiori”. Si parla della sua influenza su alcune scelte dell’Amministrazione Accorinti, compresa la rinuncia al dissesto. “Voci disinformate o in mala fede. Da ministro prima e comunque da parlamentare messinese ho il dovere di lavorare per la mia città e quindi di confrontarmi con chi la rappresenta anche se non è della mia parte politica. Nel 2008 proposi che venisse dichiarato il dissesto finanziario, posizione che attirò le ire del centrodestra e del centrosinistra ma che ci avrebbe messo in una condizione totalmente diversa. L’amministrazione  ha proposto un piano di riequilibrio.  Non conosco gli atti e non posso valutare. Abbiamo il dovere di confrontarci su queste proposte in consiglio comunale con responsabilità”.
Di Azione amministrativa effimera e poco efficace parla il capogruppo all’Ars dei Dr Beppe Picciolo. “La fiducia - dice Picciolo - è vincolata all’approvazione del piano di riequilibrio da parte di Ministero degli Interni e Corte dei conti, se ci fosse una bocciatura l’atto consequenziale non sarebbe però la sfiducia ma le dimissioni di sindaco e Giunta che dovrebbero fare un passo indietro. Dopo le elezioni amministrative faremo una conferenza programmatica dove spiegheremo il nostro progetto e la nostra visione di futuro della città”.

Articolo pubblicato il 23 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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