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Quotidiano di Sicilia

Vincenzo Vinciullo: "Governo responsabile dello scippo ai siciliani"
di Raffaella Pessina

Vinciullo (Ncd) su rinuncia di Crocetta a pretese Regione verso lo Stato. La Consulta ha riconosciuto il diritto a riscuotere le accise

Tags: Ars, Bilancio, Rosario Crocetta, Vincenzo Vinciullo



PALERMO - È ripresa ieri mattina la riunione della commissione Bilancio dell’Ars per proseguire nell’esame della finanziaria che, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo, dovrebbe approdare in Aula insieme con il bilancio nella seduta di oggi alle 16.

La commissione, a fine mattinata, aveva approvato solo 10 dei 34 articoli della legge di stabilità regionale. Sono state accantonate definitivamente le norme che riguardano la riduzione dei consiglieri comunali e le retribuzioni, mentre sono state approvate le misure urgenti per gli investimenti dei Comuni e il pagamento degli stipendi dei dipendenti delle ex province.
Passato in commissione l’emendamento del Movimento 5 stelle che introduce una sanzione per i Comuni che non destinano il 2 per cento dei trasferimenti regionali alla varie forme di partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa. I Comuni inadempienti, infatti, dovranno restituire alla Regione le somme non utilizzate per la democrazia partecipata.

Approvati anche due emendamenti su attività universitarie, Consorzi e borse di studio per gli specializzandi degli Atenei di Palermo, Catania e Messina. Secondo l’autore delle due norme, Girolamo Fazio (Misto), “l’esecutivo si è impegnato ad intervenire per impinguare le somme finalizzate ai Consorzi Universitari della Sicilia, borse di studio universitarie, strade provinciali e sostegno alle famiglie”.
Il secondo emendamento va a sanare il credito vantato dalle tre università siciliane nei confronti della Regione Siciliana che anticipano grande parte delle borse di studio per gli specializzandi di medicina. Di fatto, somme che vanno a sostenere i contratti di formazione specialistica post laurea dei giovani medici siciliani.

Intanto Vincenzo Vinciullo di Ncd stigmatizza l’operato del presidente Crocetta, che aveva già sottoscritto da tempo col governo nazionale, la rinuncia e il ritiro da tutti i contenziosi con lo Stato. Vinciullo, dopo aver appreso del riconoscimento espresso dalla Consulta del diritto della Sicilia a riscuotere le accise su energia e carburanti ha esclamato: ”L’amico del giaguaro ha colpito ancora!”. Il vicepresidente vicario della commissione Bilancio, ha espresso “la rabbia legittima dei siciliani”, dichiarazione cui si uniscono capogruppo, Nino D’Asero, e deputati Ncd in Ars “per l’ennesimo scippo ai danni dell’Isola: stavolta, si tratta di quasi mezzo miliardo di euro ma la base dell’indignazione - conclude la voce del Ncd all’Ars - sta nel fatto che Crocetta ha fatto più che il palo durante questa rapina; ed è anche stato celere come non mai nel correre a Roma a firmare un patto scellerato, ben sapendo che la Corte costituzionale si sarebbe prima o poi espressa in modo positivo per l’Isola”.

Anche Giovanni Greco (Pds - Mpa) si è scagliato contro il Governatore. “Il presidente Crocetta paghi i danni della sua finanza creativa che ha apportato un ingente danno erariale ai siciliani. I cittadini non possono pagare l’incompetenza del presidente della regione che dovrebbe invece salvaguardarli e fare i loro interessi. Crocetta continua a chiedere mutui che graveranno perfino sulle spalle dei nostri figli. Il parlamento siciliano abbia un sussulto di dignità e lo trascini in tribunale per chiedere i danni, atteso che il presidente Crocetta ha firmato il contenzioso con un eccesso di potere”.

Articolo pubblicato il 24 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Vincenzo Vinciullo
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