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Gestione delle emergenze, asse Sicilia-Malta
di Margherita Montalto

Verso la conclusione del progetto Simit, finalizzato alla creazione di un piano integrato di prevenzione-mitigazione dei rischi naturali. Condivisione dei metodi e delle pratiche di formazione e intervento. Test anche a Lampedusa

Tags: Protezione Civile



AGRIGENTO - In fase conclusiva è il Progetto “Simit: Costituzione di un sistema integrato di protezione civile Italo-Maltese”, finanziato nell’ambito del P.O. Italia-Malta 2007-2013.

Il progetto è coordinato dal dipartimento della Protezione civile della Regione siciliana e coadiuvato dal dipartimento della Protezione civile di Malta e dalle Università di Palermo, Catania e Malta.

Il progetto si propone di creare un piano di previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi naturali nell’area del Canale di Sicilia e di realizzare i piani di Protezione civile nelle isole di Lampedusa e Gozo.

Al meeting del progetto, che si è svolto in questi giorni nella sede dell’Università di Palermo, polo di Agrigento, sede di Villa Genuardi, sono intervenuti i rappresentanti dei partners per la presentazione di una sintesi degli studi geologici, geofisici ed ingegneristici ottenuti, del Gis Thematic Risk Map che a breve sarà attivo sul portale della Protezione civile della Regione.

Lo scorso novembre il dirigente generale della Protezione civile della Regione siciliana, Calogero Foti, e il sindaco del Comune di Lampedusa, Giuseppina Maria Nicolini, hanno stipulato un protocollo d’intesa per la collaborazione reciproca nella preparazione e nella realizzazione delle attività previste dal progetto Simit sull’Isola di Lampedusa, per sviluppare collaborazioni bilaterali con le autorità maltesi affinché si condividano metodi e pratiche d’intervento nei casi di emergenza con l’intento di migliorare le sinergie tra i due Paesi, attraverso la condivisione dei propri mezzi, attrezzature e abilità in funzione delle esigenze che emergeranno nelle singole attività, per partecipare ai lavori dei tavoli che verranno istituiti nell’ambito delle attività progettuali.

A Lampedusa, fino ad oggi sono state svolte varie attività per testare il metodo speditivo che è stato messo a punto nell’ambito del progetto Simit per l’analisi e la valutazione della vulnerabilità dei centri urbani. Foti ha spiegato che: “Grazie a Simit ci sarà un’azione più incisiva in relazione al territorio coinvolto, alla popolazione ed al modello di intervento da diffondere in tutta l’area del Mediterraneo finalizzato a contribuire a diffondere e ad affermare un nuovo concetto di protezione civile intesa quale attività di prevenzione e comunque di assunzione di comportamenti corretti ante–eventum”.

I rappresentanti dei partner hanno spiegato che i Piani di protezione civile consentiranno di pianificare e gestire le varie emergenze attraverso la realizzazione di una rete istituzionale tra i soggetti coinvolti. Sarà pronto, a breve, un portale per lo scambio immediato delle informazioni necessarie, che avrà  una funzione simile ad una sala operativa virtuale integrata Sicilia-Malta, con attività di monitoraggio continuo.

Due sono le esercitazioni programmate e congiunte che verranno svolte dai due dipartimenti di Protezione civile: la prima, coinvolgerà le isole maltesi e avrà luogo tra fine agosto e i primi di settembre; la seconda, prevista per Lampedusa, si svolgerà a fine settembre.

Articolo pubblicato il 25 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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