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Opg chiusi da un mese. La situazione in Sicilia
di Angela Ganci

La Rems di Naso è operativa dall’1 aprile, quella di Caltagirone ha aperto ieri. Intervista all’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino

Tags: Rems, Lucia Borsellino, Sanità



PALERMO - Buone notizie a circa un mese dalla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, il 31 Marzo scorso. Funzionalità ed efficienza in Emilia-Romagna all’avvio delle prime Rems, le nuove strutture terapeutico-riabilitative chiamate a sostituire i vecchi OPG: come riporta Mila Ferri, Responsabile del servizio di salute mentale e salute nelle carceri della Regione, la Rems di Bologna ospita già nove persone, ed è in corso il trasferimento degli internati nella struttura di Parma. Le eccellenze stavolta non si fermano al Settentrione: la Sicilia è infatti tra le prime Regioni a essersi attivata, con due Rems provvisorie, una a Naso e una a Caltagirone (Aziende sanitarie provinciali di Messina e Catania).

“La Rems di Naso è operativa dal 1 Aprile, mentre quella di Caltagirone, in località Santo Pietro, ha aperto ufficialmente ieri”, riferisce Lucia Borsellino, assessore regionale alla Salute.

“Saranno 40 i posti disponibili per le necessità di assistenza delegate ai Dipartimenti di Salute mentale delle Asp, attraverso i quali le Regioni predispongono, con le Direzioni degli OPG, i programmi riabilitativi”.

Esigenze di cura e di inclusione sociale che vedono una Sicilia attrezzata, e già da tempo. “All’interno del SSR opera un’articolata rete di servizi afferenti ai DSM in grado di assicurare una capillare risposta assistenziale: 42 Centri di Salute Mentale, 172 ambulatori Distrettuali, 50 Comunità Terapeutiche Assistite, 37 Centri Diurni Psichiatrici”, sottolinea l’assessore.
E per quanto riguarda i “costi della salute”, a fronte dei circa 16 milioni di euro necessari a livello nazionale per la realizzazione delle Rems, e dei circa 6 milioni per il personale addetto all’assistenza, la Sicilia non ha badato a spese.
 
“Il nostro SSR sta anticipando le risorse sia per il costo e l’adeguamento delle Rems provvisorie che per il reclutamento degli operatori - precisa la Borsellino -. Si attende quindi il trasferimento delle risorse nazionali, come da D.A. 1733/13 del 18/9/13 (strutture di accoglienza degli internati) e 27/14 del 10/2/14 (utilizzo delle quote di parte corrente per gli anni 2012 e 2013 assegnate per le assunzioni di personale)”. Un investimento nato dalla convinzione che “non può esserci salute senza una salute mentale”, coniugata alla necessità di garantire la sicurezza, da attuarsi con “la piena sinergia tra il SSR, nella sua nuova funzione sociosanitaria, e le forze dell’ordine competenti in tema di sicurezza”.

E se le Rems costituiscono un indubbio passo in avanti nel rispetto della dignità dell’autore di reato, di cui non si ignora la pericolosità sociale, possibili nuovi orizzonti si delineano per gli addetti ai lavori e i destinatari delle cure.

“L’impegno della Regione non potrà che crescere nella considerazione che, anche per i soggetti oggi inseriti nelle Rems provvisorie, i DSM, dovranno essere in grado di definire proposte operative alternative al ricovero in Rems”.

Articolo pubblicato il 28 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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