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Catania e Palermo di nuovo vicine
di Rosario Battiato

Ieri la presentazione ufficiale dei 14 collegamenti Trenitalia che dal 3 maggio uniranno ogni giorno le due città. Sul Minuetto i vertici del Governo regionale e dell’azienda tra contratto di servizio e Piano

Tags: Trasporto Pubblico, Trasporti, Sicilia, Catania, Palermo, Trenitalia, Minuetto



PALERMO – È stato un viaggio interessante anche per valutare stato presente e prospettive future del trasporto su strada ferrata dell’Isola. Ieri il nuovo treno Minuetto di Trenitalia ha ospitato la presentazione dei nuovi collegamenti ferroviari tra Palermo e Catania, che dal 3 maggio permetteranno di percorrere in meno di tre ore i due centri più importanti di Sicilia. Per l’occasione anche una carrozza istituzionale con Rosario Crocetta, il presidente di Rfi Dario Lo Bosco, il direttore divisione trasporto passeggeri regionale Orazio Iacono, l’assessore regionale ai Trasporti Giovanni Pizzo, ei sindaci Leoluca Orlando, Enzo Bianco e Salvatore Burrafato.

La nuova offerta di Trenitalia comincerà il prossimo 3 maggio e permetterà di tamponare le conseguenze della chiusura di un tratto della A19 per il crollo di due piloni nel ponte Himera. I collegamenti giornalieri previsti sono 14 (7 andata - 7 ritorno), mentre il costo del biglietto è di 12,50 euro (dettagli su trenitalia.com). Un potenziamento atteso da tempo e una conquista che per il governatore regionale ha un sapore mistico: “San Paolo diceva che qualche volta dal male nasce il bene. Questo è uno di quei casi, il potenziamento delle ferrovie doveva avvenire da molti anni”.

La speranza è che anche per la firma del nuovo contratto di servizio, atteso pure questo da anni, non ci si debba affidare a qualche intromissione celeste nel sistema del trasporto siciliano. “Ci stiamo lavorando”, ha sentenziato Crocetta che poi ha aggiunto come sia “chiaro che difendiamo gli interessi pubblici, il contratto di servizio va collegato al miglioramento della rete dei servizi e della rete altrimenti rischiamo di far cose che non hanno senso”.

Intanto le buone notizie arrivano dall’assessore Giovanni Pizzo. “Subito dopo l’approvazione della legge di stabilità regionale – ha spiegato -, che prevede la necessaria copertura finanziaria, sarà pubblicato il bando per l’affidamento a procedura aperta del servizio di aggiornamento e integrazione del nuovo Piano trasporti della Regione siciliana”. Un piano che comprenderà anche la liberalizzazione del sistema dei trasporti.

Rfi non si ferma qui. Il presidente Dario Lo Bosco ha ricordato che nell’ambito del contratto istituzionale di sviluppo “stiamo realizzando la connessione tra la rete ferroviaria ai nodi portuali e aeroportuali”. Inoltre a luglio “con diversi mesi di anticipo completeremo la direttrice Canicattì, Caltanissetta, Gela, Vittoria, Comiso; abbiamo programmato con il presidente Crocetta e l’assessore Pizzo la realizzazione della Palermo-Trapani via Milo”. Interventi da collegare ai nodi di Catania e Palermo e alla chiusura dell’anello ferroviario a Palermo. Il futuro è, se possibile, ancora più roseo. “Questa è la prima puntata – ha sottolineato Orazio Iacono - ne seguiranno altre da dicembre 2015”.

Tutti contenti? Non proprio. Giosuè Malaponti del Comitato pendolari siciliano ha ricordato “all’assessore regionale Giovanni Pizzo che i treni veloci dovevano essere messi in circolazione già dal cambio orario del giugno 2013, cosa che è stata fatta ma con una sola coppia che impiegava 3 ore e 19 minuti non rispettando i tempi di percorrenza previsti in 2 ore e 45 minuti dichiarati e sottoscritti nel Cis (Contratto istituzionale di sviluppo) firmato il 28 febbraio 2013 tra il governatore Crocetta, il Ministero dei trasporti, Rete ferroviaria italiana e Trenitalia”. Una nota negativa anche sui nuovi treni: “Sono i Minuetto, cofinanziati nel 2004 dalla Regione per 46 milioni su un totale di 153; hanno già 10 anni di servizio e sono stati rivampizzati con la livrea ‘Jazz’ di Trenitalia”.

Articolo pubblicato il 30 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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