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Barconi alimentati col gasolio siciliano
di Redazione

Quasi tutte le raffinerie nel Paese nordafricano sono chiuse o distrutte a causa del caos politico-militare. Ecco come parte dei grandi affari per i nostri impianti si trasforma in boomerang

Tags: Immigrati, Migranti, Immigrazione



PALERMO -  Nonostante tutto, uniti nel petrolio. Si potrebbe commentare in questo modo il cordone ombelicale che lega da decenni la Sicilia alla Libia. Un rapporto, però, rinvigorito negli ultimi anni dalla dipendenza della popolazione del Paese nordafricano ai prodotti petroliferi siciliani.
Crisi economica, variazioni dei prezzi di mercato e uno scenario internazionale confuso: sono questi gli ingredienti di un fenomeno che ha portato le raffinerie siciliane a esportare i suoi prodotti per un valore che è variato da 41 mln di € a oltre 700 in poco più di dieci anni.
Una rilevante operazione economica, che tuttavia non ha fatto i conti con i numerosi barconi di migranti in rotta per l’Italia, alimentati dallo stesso carburante che ha fatto grande questo business.

Articolo pubblicato il 01 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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