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Fondo sanitario in Sicilia 1.205 euro pro capite
di Liliana Rosano

Pubblicato il rapporto della Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso). In Sicilia, come nelle altre regioni in piano di rientro, è inferiore alla media Italia

Tags: Sanità, Fondo Sanitario, Fiaso



PALERMO - Anche nella distribuzione del fondo sanitario regionale ci sono differenze interterritoriali.
Lo dimostra una recente ricerca del Laboratorio Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) sulle modalità di riparto dei fondi sanitari negli anni 2011 e 2012 dal titolo “I sistemi di finanziamento regionali delle aziende sanitarie e ospedaliere”, realizzata con il supporto scientifico del consorzio Crea Sanità dell’Università Tor Vergata di Roma e il sostegno incondizionato di Eli Lilly Italia.

La Fiaso mette in evidenza come spesso quote trattenute centralmente, diversi criteri di “pesatura” della popolazione assistita, integrazioni e correzioni successive alle delibere regionali di ripartizione delle risorse tra Asl e aziende ospedaliere determino scarti tra le risorse che “teoricamente” spettano alle singole aziende e quelle “effettivamente allocate”.

Differenze che, analizzando l’effetto sul pro capite – cioè sulla disponibilità media di risorse per ogni assistito nelle singole Asl (calcolata analizzando il dato sugli abitanti per singola Asl disponibile sull’Open data del ministero della Salute) – mostrano un quadro di equità preoccupante: se quelle sono le risorse destinate a finanziare i Lea “uguali per tutti”, è difficile immaginare che il risultato finale possa essere davvero, per tutti, lo stesso.

In Sicilia, si legge nel Rapporto, al fine di garantire una omogenea, efficace ed eguale distribuzione nei Lea, i livelli essenziali di assistenza, nella distribuzione del fondo si tengono conto di alcuni criteri sia per le aziende con conti economici in positivo che in negativo.

Il ragionamento non vale per le aziende ospedaliere in cui i criteri di finanziamento seguono altre vie (complessità, specialità, dimensioni).

Nell’Isola, per il 2012, il riparto finale del fondo sanitario regionale é stato di 4,3 miliardi contro i 4,7 previsti dal riparto iniziale.
La quota a disposizione viene suddivisa per i macro livelli di assistenza, a cui si apportano decurtazioni per specifiche finalità: 5% per la prevenzione, 51% per assistenza territoriale e 44 per cento per assistenza ospedaliera.

Rispetto alla media pro capite nazionale – poco più di 1.443 euro – circa 50 Asl incassano meno, mentre le altre incassano importi per cittadino simili alla media, ma in genere anche molto più alti.

Secondo un’eleborazione di Aboutpharma su dati Fiaso, la Sicilia ha una media regionale pro capite di 1205 euro contro il Veneto, in questa classifica in testa (1614 euro).

Nonostante l’Isola registri valori procapite inferiori alla media italiana, le differenze territoriali sono notevoli. Ad esempio, l’Asp di Enna, registra un valore pro capite di 1.616 euro contro 1.404,90 di Caltanissetta e 1.373,23 di Ragusa.

Sempre in Sicilia, a Messina il fondo regionale per la sanitá ha una distribuzione di 1.321,33  mentre a Siracusa di 1.118,19 euro procapite. Il valore più basso a Palermo: 987,80.

In Calabria all’Asp di Reggio vanno 1.234 euro, a quella di Crotone 1.539. Nel Lazio si passa dai 1.408 euro di Roma F ai 1.951 di Roma E, anche se quasi tutte le altre aziende della Regione viaggiano tra i 1.400 e i 1.600 euro pro capite.

Dallo studio emerge anche che il riparto dei fondi avviene in un quadro di programmazione definito dai Piani sanitari regionali (Psr) solo in nove Regioni: Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli, Lazio, Campania, Sicilia, Veneto, Marche e Basilicata. Nelle regioni senza Psr, sottolinea la ricerca, sono le delibere di ripartizione dei fondi che finiscono di fatto per identificare gli obiettivi da raggiungere, assumendo così “un ruolo strategico”. è in larga parte dei casi.

Dallo studio Fiaso, infine, un’ulteriore evidenza: ad assegnare meno risorse sono quasi tutte le Regioni in Piano di rientro, tranne la Lombardia, dove però c’è un forte ricorso a servizi esterni.
 

 
Le norme di riferimento nell’Isola e gli accordi programmatici

NORME DI RIFERIMENTO

• Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n.502, nel testo modificato con il Decreto Legislativo 7 dicembre 1993, n.517, sul riordino della disciplina in materia sanitaria, esuccessive modifiche ed integrazioni;
• Legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 di riordino del sistema sanitario in Sicilia pubblicata sulla GURS del 17 aprile 2009, n. 17;
• Legge regionale che approva il bilancio della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario in esame.

ACCORDI PROGRAMMATICI


• Intesa della Conferenza Stato-Regioni per la ripartizione del finanziamento della quota indistinta dei livelli di assistenza di Fondo sanitario nazionale;
• Intesa della Conferenza Stato-Regioni per la ripartizione delle risorse vincolate alla realizzazione degli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale.

Articolo pubblicato il 01 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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