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Catania - Il Comune sta pagando caro un debito non estinto nel 1999
di Melania Tanteri

Pignorati lo stadio Massimino, un immobile, 4 milioni su un conto corrente e diverse azioni delle partecipate. Non pagato l’appalto dell’asse di S. Giovanni Galermo. Girlando alla ditta: “Accordiamoci”

Tags: Catania, Giuseppe Girlando, Enzo Bianco



CATANIA - Stadio Massimino pignorato per via di un grosso debito per cui il Comune è stato condannato. Insieme all’impianto sportivo, pignorati anche oltre 4 milioni di euro su un conto corrente intrattenuto dal Comune presso le Poste italiane Spa, azioni e quote di società municipalizzate tra cui, in particolare, quelle di Asec Spa; Amt Spa; Società degli Interporti Siciliani Spa; Sidra Spa; Catania Multiservizi Spa; Sostare srl e l’edificio di via Crispi dove aveva sede l’ex pretura.

Causa del provvedimento, un ingente debito originato da un appalto, aggiudicato dalla Cooperativa Costruttori, risalente al lontano 1999, per la realizzazione dell’asse viario di San Giovanni Galermo per un importo di 4.881.313,68 euro, diventato nel 2001 5.124.386,88, si è tramutato in un debito di circa 4 milioni di euro che Palazzo degli Elefanti pare dovrà pagare.

C’è infatti una sentenza di primo grado, la n. 1850/2012 pubblicata in data 28.5.2012, con la quale il Tribunale di Catania accoglie parzialmente quanto richiesto dalla ditta subentrata nel frattempo, nell’appalto, l’Europea 92 Spa, e condanna il Comune di Catania al pagamento di 2.733.972,20 euro, oltre interessi e spese legali, in relazione alle riserve che la Europea 92 Spa aveva iscritto relativamente all’esecuzione dei lavori “di urbanizzazione nel piano di zona di San Giovanni Galermo”, con committente appunto il Comune di Catania.

Un credito il cui importo complessivo, comprensivo di interessi e spese legali relative anche ai pignoramenti che negli anni sono stati eseguiti ammonta a 3.381.186,26 euro.

Non solo. Nonostante la notifica della sentenza al Comune sia avvenuta nel giugno 2012, il debito non è stato iscritto in bilancio e dunque nel Piano di riequilibrio finanziario dell’Ente, approvato dalla Corte dei Conti nel 2013. Da qui, la richiesta da parte della ditta, che si è rivolta alla Procura della Corte dei Conti, di accertare le eventuali responsabilità.

Il Comune di Catania ha proposto appello avverso la sentenza chiedendo al giudice la nomina di un Ctu che potesse nuovamente valutare le riserve iscritte dalla Europea 92 Spa e la decisione assunta dal giudice con la formulazione della sentenza. Il giudice dell’Appello sembra avere rigettato entrambe le domande del Comune di Catania.

Nel frattempo, si arriva al 2015: a Catania c’è una nuova amministrazione comunale, guidata da Enzo Bianco, e un nuovo assessore al Bilancio, Giuseppe Girlando, che convoca l’Europea 92 Spa, lo scorso 4 aprile. La volontà è quella di trovare un accordo attraverso una proposta transattiva – che la ditta pare abbia rifiutato perché l’importo proposto risulta troppo basso.

In attesa del giudizio di secondo grado – che la ditta sembra certa di aggiudicarsi – però, Europea Spa ha chiesto e ottenuto il pignoramento di beni comunali di valore pari all’ammontare del credito vantato nei confronti dell’Ente. Una situazione complessa ed estremamente delicata che, però, stando all’assessore Girlando, non è ancora definita. "L'esistenza di questa posizione è stata segnalata con la prima relazione semestrale, non appena ne siamo venuti a conoscenza - afferma.
Relativamente alla posizione di Europa 92, ci sono state delle riunioni in ordine a una definizione della vicenda, e purtroppo ci sono alcuni elementi ostativi: prima di tutto, si tratta di una sentenza di primo grado che è stata appellata; inoltre, la società in questione non svolge attività e quindi non abbiamo la sicurezza, in caso di pagamento in via provvisoria, che le somme anticipate, di fronte a una sentenza favorevole al Comune, possano essere restituite. Noi troveremo una definizione della controversia – conclude – ma, in questo momento, ci sono alcuni ostacoli  che la stanno condizionando”.

Articolo pubblicato il 01 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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