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“Abbuffate alcoliche”, Sicilia regione virtuosa
di Chiara Borzì

Lo rivela l’Istat (2014): la percentuale isolana è la quinta più bassa in Italia. Il fenomeno del binge drinking interessa l’8,1% dei siciliani

Tags: Alcol, Binge Drinking



ROMA - La Sicilia appare parsimoniosa nel consumo di alcolici. All’interno di una ipotetica classificazione nazionale, la regione s’inserisce tra i territori meno a rischio. Nell’Isola non c’è un legame stretto tra popolazione e abuso della sostanza, quanto piuttosto la manifestazione di quel fenomeno ormai tipico di assunzione massiccia di alcol chiamato binge drinking, cresciuto insieme all’aumento del consumo occasionale.
 
Con questo termine inglese s’intendono le cosiddette “abbuffate alcoliche”, ovvero le assunzioni non costanti di birra, vino o super alcolici, ma massicce, spesso circoscritte in poche ore della giornata.

Secondo l’Istat, in Italia, la popolazione più a rischio per il binge drinking è quella giovanile (target 18-24 anni): il 14,5 per cento dei giovani (21 per cento dei maschi e 7,6 per cento delle femmine) si comporta in questo modo, per lo più durante momenti di socializzazione.

È stato il ministero alla Salute, sfruttando dati Istat 2014, a restituire un quadro nazionale in fatto di utilizzo di alcolici. Le regioni definibili come a rischio sono tutte concentrate a Nord e tra queste si distinguono in particolare: la Provincia Autonoma di Bolzano, il Friuli Venezia Giulia, il Veneto meno Emilia-Romagna e la Toscana.

Secondo quanto evidenziato dal rapporto ministeriale, negli ultimi dieci anni si è assistito ad un progressivo cambiamento dei consumi d’alcol nella nostra penisola, appare in particolare meno diffuso il tradizionale  consumo basato sull’assunzione quotidiana. Ecco qualche statistica che lo dimostra: tra il 2005 e il 2014 la percentuale dei consumatori giornalieri di bevande alcoliche scende dal 31 per cento al 22,1 per cento, mentre aumenta la quota di quanti consumano alcol occasionalmente (dal 38,6 per cento al 41 per cento) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 25,7 per cento al 26,9 per cento).

Come già evidenziato, i dati che riguardano la Sicilia sono abbastanza contenuti. Sebbene nell’ultimo anno più del 58 per cento della popolazione abbia dichiarato d’aver fatto uso di alcolici, solo il 17 per cento lo ha fatto giornalmente.

Per capire la compostezza del dato basta semplicemente il paragone con un’altra regione del Sud, la Puglia, in cui è stata quasi il 62 per cento e il 24 per cento della popolazione ad assumere, rispettivamente, sostante alcoliche durante l’anno e giornalmente.

Nel Belpaese è la Valle d’Aosta che conserva il primato per assunzione giornaliera di alcol, con oltre il 25 per cento della popolazione che ne consuma dosi ogni giorno.

In Sicilia il momento dei pasti coincide con il consumo di alcolici. Secondo l’Istat, e secondo quanto ripreso dal ministero della Salute, nel 2014 quasi il 65 per cento dei siciliani ha dichiarato di consumare sempre alcolici durante il pranzo o la cena. Questa volta il dato diventa preoccupante. Nel resto d’Italia solo Puglia (70,7 per cento), Calabria (66 per cento) registrano stime più alte, mentre le restanti regioni di Centro e Nord sembrano non avere particolari abitudini d’associazione di alcolici con i pasti.

Nella Provincia Autonoma di Bolzano, ad esempio, lo farebbe appena il 31 per cento della popolazione. Nella nostra regione sarebbero  più le donne che gli uomini a fare utilizzo abituale di bevande alcoliche durante i pasti, esattamente il 77, 9 per cento contro il 56,4 per cento degli uomini. Il rapporto tra i sessi si ribalta analizzando l’utilizzo fatto almeno una volta fuori pasto. In questo caso si sono espresse positivamente solo il 22,1 per cento delle donne e il 56,4 per cento degli uomini.

Analizzando le stime fornite da Istat sul binge drinking, sono ancora le regioni Nord a guidare le statistiche in negativo. Gli effetti delle “abbuffate di alcolici” si ripercuotono sul sistema nervoso, il fegato, lo stomaco, le ossa e i danni connessi possono manifestarsi anche lungo tempo. Nonostante tutti e approfondimenti la pericolosità del fenomeno stenta ad essere percepita.

I siciliani non si distinguono per binge drinking, ma l’8,1 per cento rintracciato da Istat e confermato dal ministero della Salute, non è dato che può essere tralasciato. La percentuale siciliana è la quinta più bassa in Italia, la terza più bassa del Meridione. A Sud, ma anche a livello nazionale, è il Molise a destare serie preoccupazioni con un 17 per cento della popolazione in cui è stato rintracciato questo comportamento. La stima molisana è la seconda in Italia e inferiore solo alla percentuale della Provincia Autonoma di Bolzano, dove il 25,5 per cento della popolazione si rapporta con questo nuovo smoderato comportamento d’assunzione di alcolici.

Articolo pubblicato il 05 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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